UN INCONTRO DI SAPORI E CULTURA
Una serata ricca di contenuti, sapori e incontri quella di qualche giorno fa, occasione perfetta per scoprire un luogo che da vent’anni è punto di riferimento della ristorazione fiorentina e per presentare un libro che celebra uno degli abbinamenti più amati: pizza e vino.

IL LIBRO: CALICI E SPICCHI DI ANTONELLA AMODIO
L’evento ruotava attorno alla presentazione di Calici e Spicchi, il nuovo lavoro di Antonella Amodio che rappresenta l’evoluzione del primo volume omonimo. Un approfondimento dedicato ai possibili abbinamenti tra pizza e vino, tema apparentemente semplice ma ricco di sfumature e possibilità.
È un bel libro, non tanto per la veste grafica quanto per i contenuti. La selezione delle pizzerie travalica i confini nazionali, mentre per i vini si rimane sul suolo italiano.
Ogni pizza viene approfondita con cura e accompagnata dal vino consigliato, ben descritto e motivato nella scelta.
Non c’è ripetizione o stanchezza: Antonella sa scrivere a sua immagine e somiglianza, con uno stile leggero e curioso che mantiene viva l’attenzione pagina dopo pagina.

LA LOCATION: IL VECCHIO E IL MARE
Per questa occasione, conta anche il contesto. L’evento si è svolto al Vecchio e il Mare, locale che abbiamo scoperto per la prima volta. Il nome, probabilmente ispirato al celebre romanzo di Hemingway, appartiene a un ristorante che Pasquale Naccari ha aperto quasi vent’anni fa appena oltre i viali che circondano il centro storico di Firenze.
Il genere è, potremmo dire, extralarge. Le dimensioni sorprendono, soprattutto perché dalla strada, via Gioberti, il locale non si vede nemmeno: appare quasi all’improvviso entrando in una corte.
Occupa un’intera piazzetta interna dividendosi in modo equilibrato tra spazio esterno e vari ambienti interni, con una serie di sale articolate. Alla fine, riesce a far sedere comodamente centinaia di persone, ospitando in media 250 coperti a sera.

L’ANIMA DEL LOCALE
Colpisce la qualità della clientela, anche piuttosto giovane, e l’attenzione agli ingredienti utilizzati. Prevale il lato ittico, con un eccellente lavoro di base: salumi di mare fatti in casa come la porchetta d’anatra, e tante altre lavorazioni artigianali. Questa preparazione rende più interessanti le ricette e contribuisce a personalizzare la proposta della cucina, distinguendola dalla massa.
C’è una guida sicura: Pasquale, vero istrione che lo trovi ovunque a stretto contatto con la clientela. Ha un’indubbia vocazione per il suo lavoro e si muove instancabile tra i tavoli, dando a tutti (e non sono pochi) la sensazione di essere seguiti personalmente, senza per questo perdere di vista il servizio e le esigenze che arrivano dalla cucina.

LA CENA: PIZZA E GRANDI VINI
La cena non poteva che essere interessante, viste le premesse. Allietata dai vini di Tasca d’Almerita e Marilisa Allegrini, ha visto scorrere spicchi gustosi ben presentati e arricchiti dagli ingredienti homemade del locale.
In particolare, l’ultimo spicchio merita una citazione: L’Anatra Allegra, una pizza con crema di patate cotte sotto la cenere, fior di latte, porchetta di anatra fatta in casa con il suo fondo.
Un finale degno di una serata che ha saputo unire cultura gastronomica, qualità degli ingredienti e convivialità.

IL VALORE DELL’INCONTRO
E poi che bello ritrovare tanti cari amici toscani, che non si vedevano da tempo. Ancora grazie a Bianca Tecchiati per aver organizzato così bene un evento che ha saputo coniugare la presentazione di un libro importante con la scoperta di un locale che merita attenzione e con il piacere dell’incontro tra persone che condividono la passione per il buon cibo e il buon vino.