Luglio 16, 2024
CIBONEWSPORZIONICREMONA

EGO A ROMA

Due cuori e un localino, che viene ovviamente riempito dal loro lavoro e dai loro sogni. Solo 5 tavolini per i pochi ospiti che verranno accolti e accuditi da lei, Beatrice Venturini, mentre lui, Lorenzo De Lio, (da solo, con un lavapiatti) pensa alla cucina. Sono loro i protagonisti di Ego a Roma.

La coppia ha tutte le caratteristiche per essere perfetta: Lui romano Lei lombarda, Lui bruno e aitante Lei bionda e sottile, Lui aperto e solare Lei elegante misurata e comunque sorridente. Sono giovanissimi, ma il curriculum è impressionate e soprattutto vario. Hanno inciso le permanenze presso locali molto famosi, ma viene fuori dalle loro ricette anche l’esperienza di un viaggio attraverso il Messico alla ricerca dei sapori popolari di quella terra.

La cucina di Lorenzo De Lio

Con queste premesse le aspettative ci sono ed in larga parte vengono esaudite. Lei accoglie con semplicità accattivante, e si rende subito simpatica (la simpatia viene messa in discussione al primo calice, a dir poco scarso, di vino).

Gli assaggi ci trasportano lungo il Tropico del Cancro facendo il giro del mondo e fermandosi nel Messico con qualche guizzo spagnolo, orientale e (in fondo) anche nostrano. Un locale come questo ci deve essere in una Capitale, e quindi plaudiamo al coraggio e ci godiamo l’avventura gastronomica.

Che giudizio dare a questa cucina che probabilmente sarà la cucina del futuro? Piace ai giovani perché non mancano i colori e i sapori in grande profusione. L’ingrediente di riferimento in genere va in secondo piano rispetto all’intingolo che diventa il protagonista ed è quello che dà il ritmo alla ricetta.

Da padrone le fanno le note dolciastre e aromatiche, il gusto oscilla tra l’umami ed il succulento. Il rischio di questo tipo di cucina è la monotonia dell’impostazione, ma qui viene evitata grazie ad una tecnica variegata che a volte sorprende come nel tanto visto uovo demicuit con tartufo che qui si ravviva con note pungenti e soprattutto nel contrappunto iodato e succulento dell’agnello con salsa ai fasolari crudi.

Certo ameremmo qualche nota croccante e amara in più, qualche assemblaggio diverso dalla sovrapposizione al centro, ma l’unica nota veramente negativa è poi il dessert, che temo resterà tale fino a che non ci sarà un altro aiuto in cucina.