TRA MITO E REALTÀ: IL NUOVO CLUB DELLA CAPITALE
Il Santo Graal tra mito e leggenda è stato protagonista indiscusso della letteratura medioevale. A Roma oggi il “Graal” assume una forma decisamente più concreta e raggiungibile, anche se riservato a pochi eletti.
Situato all’inizio di via Giulia, in un sontuoso palazzo storico completamente ristrutturato, nasce il primo vero Club a 5 stelle della Capitale.
Si tratta di un progetto ambizioso che entro la fine dell’anno ospiterà suite di lusso, una spa d’avanguardia e un’offerta gastronomica d’eccellenza. Questa formula, già ampiamente diffusa nelle grandi metropoli internazionali, colma finalmente una lacuna nel panorama dell’accoglienza romana.
L’ANTEPRIMA ESCLUSIVA AL RISTORANTE “IL PAGLIACCIO”
Per presentare questa struttura inedita e innovativa si è scelto, giustamente, uno dei ristoranti migliori della ristorazione capitolina: Il Pagliaccio di Anthony Genovese.
Il ristorante, situato a pochi passi dal nuovo Club, rappresenta di per sé una scommessa vinta. Con la sua cucina d’avanguardia, slegata dai rigidi confini territoriali, Genovese è riuscito a conquistare e mantenere l’ambizioso traguardo delle due stelle Michelin.

UNA GUIDA D’ECCELLENZA PER UN PROGETTO AMBIZIOSO
Alla guida del Club, anzi del gruppo, che già conta due alberghi e punta a un’ulteriore espansione, c’è la visione di una figura molto nota del mondo alberghiero: Claudio Ceccherelli.
Già direttore di alcuni alberghi iconici, come il Villa d’Este di Cernobbio, Ceccherelli porta la sua firma e la sua esperienza in questa nuova sfida romana.

LA SCELTA SICILIANA: GIOVANNI GUARNERI AL TIMONE DEL GUSTO
L’anima della ristorazione del Graal guarda alla Sicilia con una scelta coraggiosa e non convenzionale. La cucina sarà affidata a Giovanni Guarneri dello storico ristorante Don Camillo di Siracusa.
Un nome non noto ai più, anche se personalmente lo conosciamo da quando ha iniziato quasi 40 anni fa. Guarnieri, è stato alfiere della cucina d’autore siciliana ben prima dell’ascesa dei grandi nomi come Cuttaia e Sultano. Ha saputo mantenere nel tempo un’impronta, tranquilla e legata alla tradizione.

UN MENÙ A QUATTRO MANI: L’INCONTRO DI DUE STILI
Per l’occasione è stato pensato e presentato un menù “a quattro mani”, un dialogo culinario dove la differenza di stile tra i due chef ha reso il percorso ancora più stimolante. Da un lato l’estro innovativo di Genovese, dall’altro la solidità tradizionale di Guarneri.