Giugno 12, 2026
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PREMIO RANIERI FILO DELLA TORRE ALLE DONNE DELL’OLIO: LORENZA VITALI C’E’

Premiata a Palazzo della Valle, nel cuore dell’olivicoltura italiana. Una giornata intensa, tra scienza, letteratura e impegno per l’olio extravergine di oliva

UN RICONOSCIMENTO E UNA PLATEA D’ECCEZIONE

Il 25 maggio 2026, nella sede di Confagricoltura a Roma, Palazzo della Valle, si è tenuta la nona edizione del Premio “Ranieri Filo della Torre”, promosso da Pandolea – l’associazione che riunisce produttrici di olio extravergine di qualità e professioniste del settore, attiva in Italia e nel Mediterraneo con Pandolea International.

Tra i premi speciali assegnati nella giornata, c’era anche il mio nome. Ho ricevuto un’opera originale di Savina Tavano, come riconoscimento per il lavoro svolto negli anni nel mondo della comunicazione a fianco di Pandolea e dell’olio extravergine italiano.

Un riconoscimento che mi ha fatto particolarmente piacere, non solo per la stima profonda che nutro nei confronti di Loriana Abbruzzetti, presidente di Pandolea, ma soprattutto perché mi ha dato l’opportunità di sottolineare, davanti a una platea autorevole di esperti, il mio impegno nella promozione dell’olio evo attraverso i professionisti dell’ospitalità.

Gli operatori di sala in un ristorante, o gli osti dietro al bancone di una fornita eno-oleoteca, quando si impegnano davvero, sono un motore di promozione instancabile: sono loro che fanno incontrare l’olio di qualità con l’ospite, spesso prima ancora di qualsiasi campagna istituzionale

L’EREDITÀ DI RANIERI FILO DELLA TORRE

Il premio porta il nome di Ranieri Filo della Torre, figura di spicco dell’olivicoltura italiana profondamente legata a Confagricoltura. A ricordarne il valore è stato il direttore generale dell’organizzazione, Roberto Caponi: “Ranieri è stato un punto di riferimento autorevole per l’agricoltura italiana: un uomo di cultura, un grande professionista nel settore olivicolo, capace di unire competenza e umanità. Il suo esempio continua a rappresentare un riferimento prezioso per tutto il nostro sistema.”

Presente in sala anche Marida Iacona della Motta, sua moglie, che ha assistito a una cerimonia capace di onorare quella memoria con la stessa passione con cui Ranieri aveva vissuto il suo lavoro

UN ANNO STRAORDINARIO: LE DONNE, L’ULIVO, IL FUTURO

Il 2026 non è un anno qualunque per Pandolea. La presidente Loriana Abbruzzetti lo ha sottolineato con forza fin dall’apertura: “Siamo orgogliosi di celebrare questa edizione del Premio in un anno così straordinario. Legare le sezioni letteraria e scientifica all’Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici proclamato dall’ONU non è un semplice omaggio formale, ma una scelta precisa: riconoscere, attraverso cultura e ricerca, il ruolo cruciale delle donne nel nutrire il pianeta e progettarne il futuro.”

Un messaggio che si è intrecciato con le parole di Tacko Ndiaye, Gender Team Leader FAO, presente all’evento insieme a una delegazione giordana: “L’ulivo ci insegna che la resilienza si costruisce nel tempo attraverso la cura, la cooperazione, il radicamento e la continuità tra le generazioni. Le donne svolgono un ruolo chiave nella produzione, trasformazione e commercializzazione delle olive. Quest’anno, più che mai, le loro voci sono importanti.”

SCIENZA, POESIA, NARRATIVA: IL PREMIO NELLA SUA COMPLESSITÀ

Quello che mi ha sempre colpito di questo premio è la sua capacità di tenere insieme mondi diversi con una coerenza rara. La sezione scientifica, curata in collaborazione con l’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, ha premiato tre tesi di laurea e dottorato selezionate da un comitato accademico: primo classificato Marco Greco (Università La Sapienza di Roma), seguito da Manuela Di Lauro (Università di Roma Tor Vergata) e Maria Grazia Provenzano (Università degli Studi della Tuscia).

La sezione letteraria ha portato in scena poesia, narrativa e haiku. Per la Poesia, ha vinto Vincenzo Screti, seguito da Gianni Terminiello e Donatella Menolli. In Narrativa, prima classificata Francesca Pecorella, seconda Marco Angilletti e terza Nerina Poggese. Per gli Haiku: Antonietta Tiberia, Fiorenzo Fedrigo e Carlo Maria Vadim.

Le opere vincitrici sono state poi interpretate dagli attori Lettori giUliviBarbara Altomonte, Donatella Cioccolini, Fabio Bollo e Linda Botha – in collaborazione con Orbis Edizioni. Sentirle lette ad alta voce, in quella sala, è stata una delle emozioni più inaspettate della giornata.

I GIOVANI E L’OLIO: IL DIPLOMA D’ARGENTO AGLI ISTITUTI AGRARI

C’è una parte del premio che trovo particolarmente significativa: il concorso Diploma d’Argento, dedicato ai migliori oli prodotti dagli istituti agrari d’Italia, coordinato dalla prof.ssa Elisabetta Mariotti e organizzato in collaborazione con la Rete ITA Senza Frontiere. Sul podio sono saliti l’Omnicomprensivo Magliano Larino (Campobasso), l’Istituto Kennedy Sezione Agraria (Padova) e l’Istituto di Istruzione Superiore Di Poppa-Rozzi (Teramo). Menzioni d’Onore anche per l’Istituto Agrario Emilio Sereni di Roma e per l’Istituto Omnicomprensivo ‘F.lli Agosti’ di Bagnoregio (Viterbo).

Il tema dell’educazione alimentare mi sta molto a cuore: da tempo mi batto per portare nelle scuole e tra i bambini una cultura dell’olio extravergine sana e consapevole. C’è ancora tanto da fare, e questi ragazzi degli istituti agrari sono la dimostrazione concreta che investire nella formazione ripaga.

I PREMI SPECIALI E LE MIE “BATTAGLIE” QUOTIDIANE

Insieme a me, hanno ricevuto un premio speciale altre quattro figure impegnate nel mondo della ricerca, delle istituzioni e della comunicazione: Sonia Massari (Università di Pisa), Gisella Naturale (senatrice, vicepresidente della 4ª Commissione Politiche UE), Stefania Ruggeri (direttrice del Centro Ricerca CREA – Alimenti e Nutrizione) e Nehaya Al Muhaisen, founder e presidente dell’Arab Olive Oil Women’s Network. Ogni opera consegnata – firmate da artiste come Elisabetta Caracciolo, Luisa Grifoni della Valle, Carlo D’Orta, Patrizia Balzamo – era diversa, unica, scelta per ciascuna di noi.

Il premio è arrivato in un momento in cui sto portando avanti, tra le altre cose, una piccola crociata personale: far sì che l’olio extravergine conquisti uno spazio stabile in pasticceria. Più salutare, più leggero, e profondamente identitario per noi italiani del Mediterraneo. Questa battaglia ha anche un nome – Olea Dulcis – ed è il filo conduttore di un progetto che anima soprattutto il periodo natalizio, con un evento dedicato ai panettoni all’olio evo, ma non solo. Perché l’evo in pasticceria non è una moda: è una scelta di senso.

VERSO IL DECENNALE: IL 2027 SI AVVICINA

La giornata, moderata da Laura Pinelli, si è chiusa con uno sguardo già proiettato al futuro. Il 2027 segnerà il decennale del Premio: un traguardo che Pandolea intende celebrare con la stessa intensità di questa edizione, forse con ancora più ambizione.

Ho lasciato Palazzo della Valle con un’opera d’arte sotto il braccio e una certezza in più: che parlare di olio extravergine non sia mai solo parlare di cibo. È parlare di identità, di territorio, di donne, di cultura. Ed è un racconto che vale la pena continuare a fare.