Maggio 21, 2024
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Al Peršéf di Livigno, una sorpresa tra i monti vista Svizzera

Situato all’interno dell’Hotel Sporting Family Hospitality a Livigno, il ristorante Al Peršéf è una piacevolissima sorpresa dove trovare una commistione di sapori frutto della ricerca dal giovane chef Attilio Galli.

Livigno è un posto tanto magnifico, quanto isolato. Ci troviamo in provincia di Sondrio tra le Alpi di Livigno, ad una manciata di km dal confine svizzero. Un luogo che nel corso della storia ha visto vicissitudini politiche e gestionali che hanno reso il rapporto tra i livignaschi e gli svizzeri non troppo roseo.

Un fatto curioso è “l’indipendenza” di questo paese, vista la lunga distanza alla provincia più vicina (quella di Sondrio, a quasi 200 km!) che ha portato questo paese nel 1910 a ricevere lo status di zona extradoganale che lo esenta da diverse imposte, tra cui l’IVA. È anche per questo motivo che negli anni si è sviluppato un florido turismo che ha garantito grandi investimenti da parte degli imprenditori, a partire dalle strutture ricettive. Livigno non è solo un luogo dove accaparrarsi un paio di sci o un profumo ad un prezzo vantaggioso, ma è molto di più!

All’interno dell’Hotel Sporting Family Hospitality si trova un angolo gastronomico pieno di sostanza, coadiuvato dal giovane chef Attilio Galli, seguito da una brigata altrettanto giovane.

Il ristorante Al Peršéf a Livigno

In una delle aree di questo bell’ hotel a quattro stelle si sviluppa il ristorante Al Peršéf, un laboratorio del gusto che conta solamente sette tavoli e poco più di 20 coperti in una piccola, ma elegante sala che si sporge da un lato sulla suggestiva Valle di Livigno e dall’altro sull’altrettanto suggestiva cucina a vista che permette ai clienti di entrare in contatto con le creazioni di Attilio e il suo staff.

Il servizio attento e discreto diretto da Michele Mallao accompagna gli ospiti in una piacevole esperienza alla scoperta dei differenti percorsi che negli anni chef Galli ha messo a punto – tradizionale (My Memories – My Way), vegetariano (VEG – Primo Passo) e più orientaleggiante (Andata e Ritorno) – che seguono la varietà dei prodotti a seconda delle stagioni. Un discorso analogo vale per il wine pairing, la cantina dispone infatti di un’originale e raffinata selezione di vini italiani e internazionali, composta da grandi etichette ma anche da tante bottiglie di piccoli produttori locali.

La cucina di Attilio Galli

L’esperienza maturata negli anni dallo chef Galli è assai curiosa ed stimabile, utile a comprendere il suo pensiero. Non capita spesso di trovare uno chef che con orgoglio confessa di non aver mai lavorato in un ristorante fine dining d’alta cucina, pertanto non è mai stato al fianco di chef stellati e non ha mai avuto modo (per scelta) di scoprire i loro segreti.

Parole che in un primo momento si possono fraintendere con arroganza e presunzione. Ma non è per nulla così, è l’esatto opposto. Attilio crede che lavorare con diverse figure gastronomiche d’alto livello possa fin troppo influenzare un giovane chef, portandolo e snaturare quella che è la propria essenza di cucina. Così ha deciso di affiancare le ore di lavoro in precedenti strutture ad un meticoloso studio che non fanno percepire questa “mancanza”.

La sua cucina è ben trapiantata tra le Alpi, ma con un filo conduttore perenne con l’Oriente. – “In ogni piatto c’è la ricerca dell’umami, il quinto gusto” – racconta lo chef. “Mi piacevano i sapori asiatici e l’unione tra Livigno e il Giappone, per alcuni fantascientifica, si è rivelata interessante”.

Pensieri e parole che si ritrovano ad ogni piatto del menu My Memories – My Way che apre i battenti con piccole e gustose sfiziosità in abbinamento ad un curiosissimo tea spumantizzato e rifermentato, il Grøn Sparkling Tea by Copenhagen Company.

Il susseguirsi dei piatti è curioso, ma vincente dal momento che si inizia con due carni: il maialino da latte, sansho, umami, cavolo nero e fieno tostato e la guancia di cervo, wasabi, bufala e alga nori. Entrambi ben riusciti. Così come l’abbinamento ad un Bianco da Nero delle Alpe Retiche e un Barbera Rosso biodinamico della Cantina Bisi.

Segue lo Spaghettino “Cavalieri”, missoltino, yuzu e bottarghe di lago che manca un po’ di carattere, ma che viene rafforzato dal Brutus Ribolla Gialla 2019 di Ferdinand, perfettamente in sintonia.

Prima delle note dolci si conclude con il Lucioperca, aglio orsino, plancton e beurre blanc, Koji di segale, agrumi, pinoli di Pisa, shortbread e briochelisca, umeboshi e emulsione di pancia che per tatto e consistenza ricorda leggermente un baccalà mantecato.

I dolci sono un continuo piacere prima di concludere un’esperienza completa sotto ogni punto di vista; dal luogo magnifico, al servizio impeccabile e dalla cucina sincera di Attilio supportata da una selezione di etichette che completano il quadro.

Se l’esperienza gastronomica non bastasse, l’Hotel Sporting Family Hospitality è il luogo ideale dove trovare un angolo di paradiso in una delle 35 camere oppure nella Wellness SPA dota di ogni tipo di servizio dove lasciarsi andare.

La strada è lunga, ma l’esperienza al ristorante Al Peršéf dell’Hotel Sporting Family Hospitality vale il viaggio!

L’Hotel Sporting Family Hospitality è il luogo ideale dove trovare un angolo di paradiso in una delle 37 camere (con un 96% di occupazione durante la stagione invernale!) oppure nella Wellness SPA dota di ogni tipo di servizio dove lasciarsi andare.

Il ristorante Al Peršéf è un laboratorio del gusto che conta solamente sette tavoli e poco più di 20 coperti in una piccola, ma elegante sala che si sporge da un lato sulla suggestiva valle di Livigno e dall’altro sull’altrettanto suggestiva cucina a vista che permette ai clienti di entrare in contatto con le creazioni di Attilio e il suo staff.

La sua cucina è ben trapiantata tra le Alpi, ma con un filo conduttore perenne con l’Oriente. - “In ogni piatto c’è la ricerca dell’umami, il quinto gusto” - racconta lo chef. “Mi piacevano i sapori asiatici e l’unione tra Livigno e il Giappone, per alcuni fantascientifica, si è rivelata interessante”.