Maggio 21, 2024
APERTURECIBOSOSTENIBILITA

AZIENDA PIRATA SUINO, FILOSOFIA METROPOLITANA VINCENTE.

Un progetto etico e sostenibile che alleva diverse tipologie di animali allo stato brado a pochi km dal centro della Capitale.

Alle porte di Roma, tra le zone di Pisana e Portuense, nasce nel 2019 l’azienda agricola Pirata Suino ad opera di Filippo Bizzarri, sui terreni già appartenenti alla sua famiglia dal lontano 1931. Un appezzamento di circa 120 ettari dove per tanti anni il core business è stato principalmente l’attività estrattiva e il recupero di smaltimento rifiuti derivanti da attività di costruzione e demolizione. Oggi, in parallelo vengono allevati bovini, ovini e maiali di cinta senese allo stato brado

Pirata Suino, etica e sostenibilità

Un’impresa da sempre attenta e fautrice dei temi di sostenibilità etica e ambientale. Infatti le attività svolte dall’estrazione nelle cave hanno portato numeri vantaggi ai terreni circostanti. Come la realizzazione di miglioramenti fondiari, tramite l’impianto di colture arboree come vigneti, uliveti, frutteti e aree boschive. Filippo con la realizzazione del marchio Pirata Suino, ha deciso di creare una realtà moderna, ecologica e biologica basata sui principi dell’economica circolare.

 

 Come funziona L’azienda Agricola

Filippo Bizzarri in primis ha imparato a macellare e realizzare insaccati, che vengono venduti nel punto vendita diretto all’ingresso di Pirata Suino. Al pascolo e allo stato semi-brado vengono allevati bovini maremmani e di razza Marchigiana, pecore, capre e i maiali neri di cinta senese. La scelta di adottare una tipologia di allevamento estensivo permette agli animali di scegliere in natura di cosa cibarsi, garantendo una qualità finale del prodotto nettamente migliore, con una carne ben marezzata e dal gusto autentico. Oltre a dare alle bestie uno stile di vita naturale e sano.

I prodotti di Pirata Suino Cucinati da Marco Ceccobelli

In occasione del pranzo di presentazione dell’azienda agricola, abbiamo assaggiato i prodotti dell’allevamento cucinati da un ospite d’eccezione, lo chef Marco Ceccobelli, Tre Gamberi per la guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso e chiocciola Slow Food presso il suo agriristorante “Il Casaletto” a Viterbo. Una mano sapiente per dare il giusto valore e rispetto agli ingredienti di Pirata Suino.

Gli antipasti sono un trionfo di taglieri di salumi. Il primo è composto da bresaola di scottona, prosciutto crudo e cotto di Cinta e l’interessante Pirapolla, una mortadella di pollo e tacchino. Il secondo prevede ciauscolo, lonzino e capocollo di Cinta Senese, mortadella di scottona e Cinta. Nonostante l’azienda sia giovane, si percepisce che la strada intrapresa è quella giusta.

Si prosegue con una zuppa di fagioli del Purgatorio e guanciale all’aceto di Villa Chiarini. Grande classico ben eseguito.

Con le zampette e orecchie di maiale condite con Tuscia D.O.P. EVo Colli Etruschi, aglio e prezzemolo si può assaporare il vero sapore intrinseco dell’animale. Da fare il bis.

Tris di romanità per le polpette di stinco di maiale, di trippa cacio e pepe e picchiapò, accompagnate da verdure pastellate.

A seguire, una semplice e goduriosa salsiccia con broccoletti su letto di pane liquido integrale.

Il piatto più apprezzato è il roast-beef con salsa tonnata di maiale. Idea da mettere nel taccuino.

Gli ultimi assaggi sono la tradizione per eccellenza: saltimbocca alla romana e coda alla vaccinara.

Il tutto è stato accompagnato dai vini della cantina del Castello di Torre in Pietra.