Luglio 16, 2026
EVENTI

DONNE DEL VINO, DA PARMA L’APPELLO PER RILANCIARE LE DENOMINAZIONI ITALIANE

Alla Convention nazionale “Le Donne del Vino in Emilia-Romagna”, che il 13 giugno ha riunito a Parma produttrici, professioniste del settore e rappresentanti delle istituzioni, l’associazione ha chiesto una maggiore valorizzazione delle denominazioni nelle carte dei vini. Tra le proposte emerse anche un credito d’imposta per i ristoratori che scelgono di promuovere vini e prodotti DOP del proprio territorio.

PARMA – Costruire una nuova alleanza tra produttori e ristoratori per rafforzare il valore del vino italiano e delle sue denominazioni. È il messaggio emerso dalla Convention nazionale “Le Donne del Vino in Emilia-Romagna”, che il 13 giugno ha trasformato Parma nel punto di incontro tra il mondo del vino, le istituzioni e le professioniste della filiera. Al centro del confronto, le sfide che attendono il comparto vitivinicolo in una fase caratterizzata dal rallentamento dei consumi, dall’evoluzione degli stili di vita e da una concorrenza internazionale sempre più intensa.

La proposta: più spazio ai vini del territorio
Secondo l’associazione guidata da Daniela Mastroberardino, la ristorazione può diventare uno strumento strategico per sostenere il settore e raccontare i territori attraverso le loro produzioni. Da qui la proposta di favorire una maggiore presenza dei vini locali nelle carte dei ristoranti e di costruire un rapporto più stretto tra produttori e operatori della ristorazione. Un’idea che ha trovato attenzione da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, che ha rilanciato l’ipotesi di un credito d’imposta per i ristoratori che scelgono di inserire in carta vini e prodotti DOP del territorio. Una misura che, nelle intenzioni, potrebbe sostenere la filiera agroalimentare e incentivare un consumo orientato alla qualità.
La Convention ha dedicato ampio spazio anche al valore culturale delle denominazioni e al loro ruolo nello sviluppo turistico. Le Donne del Vino hanno sottolineato come vino, gastronomia e paesaggio rappresentino un patrimonio identitario capace di generare economia e attrattività per i territori. In questo contesto, il riconoscimento UNESCO della Cucina italiana è stato indicato come una grande opportunità per rafforzare il legame tra produzioni tipiche, cultura e turismo, valorizzando la narrazione delle eccellenze locali e delle comunità che le custodiscono.

La battaglia contro l’Italian Sounding
Tra i temi affrontati anche la tutela del Made in Italy agroalimentare. L’onorevole Stefano Vaccari ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dell’Italian Sounding e sulle contraffazioni alimentari che continuano a penalizzare le produzioni italiane sui mercati internazionali. Secondo i dati illustrati durante l’incontro, il fenomeno sottrae ogni anno miliardi di euro all’economia nazionale. Tra gli strumenti individuati per contrastarlo figurano il rafforzamento della tracciabilità e l’introduzione del passaporto digitale del prodotto, considerato una possibile leva per garantire maggiore trasparenza ai consumatori e tutelare il valore delle produzioni certificate.

Un viaggio tra le eccellenze dell’Emilia-Romagna
La Convention è stata anche l’occasione per far conoscere alle partecipanti alcune delle principali eccellenze agroalimentari regionali, dalle produzioni di Lambrusco al Parmigiano Reggiano, fino all’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Particolarmente emozionante il ricordo di Pia Donata Berlucchi, già presidente dell’associazione e figura di riferimento del vino italiano, alla quale è stato dedicato uno dei momenti più significativi dell’evento. Un omaggio che ha accompagnato la chiusura di una Convention che ha ribadito come il futuro del vino italiano passi non solo dalla qualità delle produzioni, ma anche dalla capacità di fare rete, valorizzare i territori e raccontarne l’identità.