UN’ALTERNATIVA AVVOLGENTE AL VINO TRADIZIONALE SENZA ALCOOL
Le bevande fermentate di Feral rappresentano una rivoluzione nel mondo degli abbinamenti gastronomici. Non solo deliziano il palato, ma offrono anche benefici concreti per la salute. Ma come è possibile? La risposta sta nel tipo di fermentazione utilizzata.
A differenza dei vini tradizionali, che attraversano una fermentazione alcolica e contengono alcol (ormai riconosciuto come potenzialmente dannoso se non consumato con moderazione), le bevande Feral si basano sulla fermentazione lattica, un processo completamente diverso e decisamente più salutare per l’organismo.

LA SCIENZA DIETRO LA FERMENTAZIONE LATTICA
Per conservare un alimento senza ricorrere ai moderni abbattitori, è necessario privarlo dell’ossigeno. La fermentazione raggiunge esattamente questo obiettivo grazie all’azione di batteri, lieviti ed enzimi che trasformano i carboidrati attraverso reazioni chimiche in assenza di ossigeno.
Esistono diverse tipologie di fermentazione: quella alcolica (vino e birra), quella acetica (con aggiunta di aceto) e quella lattica, che utilizza sale o altri enzimi. Quest’ultima è senza dubbio la più interessante dal punto di vista nutrizionale.
Quando i carboidrati si trasformano in acido lattico, si crea un’acidità naturale capace di eliminare i batteri patogeni e produrre fermenti lattici, i famosi probiotici. Tra gli alimenti fermentati più comuni troviamo yogurt, formaggi di latte crudo, crauti, sottaceti, olive, cioccolato (dalle fave di cacao fermentato), kefir e pane a lievitazione naturale. In Oriente sono celebri il miso, il nuoc-mam (pesce fermentato in salamoia) e il kimchi.

I BENEFICI E IL GUSTO
I cibi fermentati offrono numerosi vantaggi:
Facilitano la digestione: i fermenti lattici aumentano vitamine ed enzimi, “pre-digerendo” gli alimenti e rendendo più semplice il lavoro del nostro apparato digerente.
Rafforzano il sistema immunitario: preservando vitamine e minerali e facilitandone l’assorbimento intestinale, potenziano le difese dell’organismo e aiutano a combattere le malattie infiammatorie.
Maggiore conservazione: gli alimenti fermentati si mantengono naturalmente più a lungo.
LA GAMMA FERAL DRINKS: NATURALITÀ E ARTIGIANALITÀ
Feral Drinks, nasce nel cuore delle dolomiti, grazie alla passione di giovani botanici, scienziati, sommelier e appassionati di fermentazione come Sebastiano Pontalti, Maddalena Zanoni e Andrea Ares Frigerio.
Startup che propone una selezione di bevande fermentate (principalmente con fermentazione lattica o comunque non alcolica), realizzate con ingredienti completamente naturali come le barbabietole.
Il tocco distintivo? L’infusione con erbe, legni, spezie e radici che nobilitano ogni creazione.
Il processo di fermentazione arricchisce le bevande di probiotici, supportando la salute intestinale e il benessere generale. Tutte rigorosamente prive di conservanti artificiali e additivi chimici.

L’ESPERIENZA GUSTATIVA: UNA PIACEVOLE SORPRESA
Siamo sempre stati sostenitori del vino per la sua complessità impareggiabile, quella gamma di sfumature e sensazioni organolettiche che non ha rivali. Il chicco d’uva rappresenta probabilmente il vertice di quanto natura e uomo abbiano saputo creare insieme. Eppure, le cinque bevande di Feral ci sono piaciute.

LE ETICHETTE BIANCHE N°1 E N°2
Entrambe prodotte da barbabietola bianca, la n°1 si presenta più semplice e diretta, mentre la n°2 risulta più morbida e già si presta ad abbinamenti con ricette non eccessivamente elaborate.

LE ETICHETTE ROSSE N°3 E N°4
Realizzate con barbabietola rossa, ci ha particolarmente colpito la n°3: elegante ed equilibrata, con note tostate che si sposano perfettamente con sapori decisi. La n°4, invece, risulta forse eccessivamente speziata.

LA VERSIONE SPUMANTE IL N°5
Attualmente l’unica proposta effervescente, questo rosé nasce dalla fermentazione di betulla. Ben equilibrata nella sua aromaticità (ortica, achillea, rafano), offre un’esperienza fine e raffinata.

LA NOVITÀ: N°6 COOK THE MOUNTAIN
L’ultima creazione rappresenta il frutto di una collaborazione a quattro mani tra Feral e il team di Atelier Moessmer, guidato da Lukas Gerges (Restaurant Manager & Wine Director) e Mauro Siega (Executive Chef).
Al palato rivela una profondità aromatica sorprendente, dolcezza naturale e una complessità inattesa. Gli ingredienti chiave includono barbabietola bianca fermentata, miele di tiglio, pino mugo, semi di finocchio e aceto di mele.
Il risultato ricorda le celebri birre gueuze belghe: alle note agrumate si affiancano sentori terrosi di fungo e fieno, mentre un’acidità vivace rende questa bevanda perfetta per accompagnare anche piatti raffinati di pesce e carne.
Una bevanda che ben rappresenta la filosofia Cook the Mountain e che va a completare l’interessante proposta di pairing analcolico dell’Atelier Moessmer.