Ottobre 14, 2026
EMERGENTE TRIBEEVENTI

PANPEPATO: I MIEI RICORDI DOLCI TRA FERRARA E TERNI

E’ quasi Natale, lo sappiamo bene, ma per contrastare lo strapotere dei dio panettone e il piccolo spazio riservato al pandoro e ai torroni c’è anche una gran voglia di riscoprire i dolci delle tradizioni regionali come il Pampepato, magari preparazioni più povere dal punto di vista estetico, ma dal forte sentore di “nostalgia” almeno per noi “diversamente giovani” che associamo certi sapori del passato a ricordi d’infanzia più o meno vividi!

Ultimamente ho partecipato ad un evento (sarebbe più corretto chiamarlo pre-evento, dato che si svolgerà esattamente a dicembre 2024) per mettere in valore il panpepato, dolce tipico dell’Umbria, più squisitamente dell’area ternana. Ho scoperto con piacere che le istituzioni, presenti alla conferenza di anticipo di “Sweet Panpepato” cavalcano questo tema come mezzo per comunicare il territorio e questo è un bellissimo segno che lascia ben sperare, soprattutto per la zona di Terni, mai abbastanza messa in valore.

Tra i presenti c’erano: Paola Agabiti, Assessore alla programmazione europea, bilancio e risorse umane e patrimoniali. Turismo, cultura, istruzione e diritto allo studio Regione Umbria, Laura Pernazza, Presidente della Provincia di Terni, Riccardo Corridore, Vice Sindaco di Terni, Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio Umbria, Mauro Franceschini, Presidente di Confartigianato Imprese Terni, Diego Petrelli, Rappresentante dei produttori certificati di Pampepato IGP; e Stefano Pelliciardi di SGP Grandi Eventi, società particolarmente attiva da anni nell’organizzazione di eventi dedicati alle tradizioni gastronomiche territoriali come quello sul Torrone di Cremona, la sbrisolona di Mantova, etc.

SWEET PANPEPATO IL FORMAT

Sarà un format che offrirà l’opportunità di incontrare le migliori realtà produttive locali e di scoprire e degustare il meglio della produzione di Pampepato di Terni IGP ma anche l’occasione per scoprire la ricchissima varietà di dolci della tradizione Umbra.

Non mancheranno gli showcooking, le degustazioni guidate, magari qualche gara a tema tra cuochi e pasticceri dal resto d’Italia, che prepareranno le loro interpretazioni del dolce tipico di Natale. Ci auguriamo (ne siamo certi) che sia un evento divertente, “leggero” ma non una delle tante copie di format che non sanno innovare ma che riesca a celebrare la tradizione dolciaria ternana e umbra in un contesto di condivisione e scoperta, ai massimi livelli di professionalità.

IL PANPEPATO DI TERNI E FERRARA, QUALI DIFFERENZE?

Sono nata nella patria del cioccolato, Torino, ma le mie radici sono a Ferrara, l’altra patria del Panpepato di (mia) natalizia memoria, mentre quello di Terni farà parte della futura memoria da “diversamente” giovane…Chiacchiere personali a parte, in cosa differiscono?

Se non l’avete mai visto o sentito nominare, cominciamo spiegando che il panpepato (chiamato anche pampapato) è un dolce dalla forma tonda a base di frutta secca, spezie e cioccolato. Si tratta di una ricetta antica, tradizionalmente preparata solo durante le feste in virtù dei preziosi ingredienti che in passato, erano particolarmente costosi.

Pur essendo simili, il panpepato ferrarese e quello ternano hanno un’origine diversa e, secondo alcuni, anche l’etimologia della parola è differente: a Terni “pepato” si riferisce al sapore speziato e alla presenza del pepe nella ricetta, mentre per i ferraresi “pepato” deriva da “papato”: in questa zona, infatti, era conosciuto anche come Pan del Papa.

Sarà un format che offrirà l’opportunità di incontrare le migliori realtà produttive locali e di scoprire e degustare il meglio della produzione di Pampepato di Terni IGP ma anche l’occasione per scoprire la ricchissima varietà di dolci della tradizione umbra.

Non mancheranno gli showcooking, le degustazioni guidate, magari qualche gara a tema tra cuochi e pasticceri dal resto d’Italia, che prepareranno le loro interpretazioni del dolce tipico di Natale. Ci auguriamo (ne siamo certi) che sia un evento divertente, “leggero” ma non una delle tante copie di format che non sanno innovare ma che riesca a celebrare la tradizione dolciaria ternana e umbra in un contesto di condivisione e scoperta, ai massimi livelli di professionalità.

IL PANPEPATO DI TERNI

In comune c’é la frutta secca, le spezie e gli aromi, il cioccolato fondente, la frutta candita. La particolarità del panpepato ternano sta in un ingrediente: il mosto cotto.

Le origini del panpepato di Terni risalgono al 1500, ma la prima ricetta del dolce si diffonde nel 1800.

È evidente l’influenza orientale data l’abbondanza di spezie presente, ma le noci, l’uva e il mosto cotto assolutamente locali lo completano. Quest’ultimo ingrediente, in particolare, rende il panpepato ternano davvero unico; difficile da trovare, nella città umbra il mosto cotto viene imbottigliato proprio in vista della preparazione del dolce, anche se può essere sostituito con del miele e il giorno dedicato alla preparazione a Terni, è l’8 dicembre, l’Immacolata.

IL PANPEPATO FERRARESE

L’origine del panpepato ferrarese è seicentesca: si narra che le monache del Monastero del Corpus Domini di Ferrara crearono per prime questo dolce che, nei secoli, è diventato il dolce natalizio tipico della città. Anche in questo caso si trattava di un dolce prezioso, non solo per la presenza delle spezie, ma anche per il cacao, che al tempo era assai raro e riservato solo a persone importanti (come il Papa, per l’appunto, e da qui viene fatta risalire l’etimologia “Pan del Papa”).

Come nella maggior parte delle ricette italiane la ricetta varia non solo da città a città, ma anche da famiglia e famiglia ma questa è come me la ricordo nella nostra casa:

Si trita la frutta secca grossolanamente (più o meno 50 gr nocciole, 50 mandorle, 50 noci, 40 pinoli), posta in una ciotola con 40 gr di cacao amaro, 1 cucchiaino di cannella e un pizzico di pepe nero, 60 grammi di frutta candita a cubetti, 150 gr di miele e 80 gr di cioccolato fondente già fuso, aggiungo 100 gr di farina. Quando raggiungo un composto sodo, lo rendo tondeggiante e va in forno (180° per 30 minuti) e lo lascio raffreddare e lo finisco con una glassa al cioccolato (80 gr di panna, 100 di cioccolato fondente tritato e poco miele).