Giugno 12, 2026
CIBO

TASTE OF ROMA 2026: IL GRANDE FESTIVAL DELLA CUCINA CAPITOLINA HA CONQUISTATO IL GAZOMETRO

Cinque giorni di alta gastronomia, masterclass, dj set e un villaggio del gusto nel cuore del quartiere Ostiense. La decima edizione della kermesse ha scritto un nuovo capitolo nella storia della ristorazione romana.

UN EX SITO INDUSTRIALE TRASFORMATO IN TEMPIO DEL GUSTO

C’è qualcosa di profondamente romano nel trasformare ciò che era in qualcosa di inaspettatamente bello. Accade con i Fori, con i mercati rionali, e quest’anno è accaduto anche con il Gazometro di Ostiense, il grande cilindro di ferro che un tempo alimentava di gas la città e che dal 6 al 10 maggio 2026 si è reinventato come epicentro della gastronomia d’eccellenza della Capitale.

Taste of Roma ha festeggiato la sua decima edizione proprio qui, in uno dei luoghi più iconici e carichi di memoria industriale di Roma, trasformandosi in un villaggio del gusto capace di mescolare profumi, suoni e sapori in un’unica, potente esperienza sensoriale.

VENTI RISTORANTI, UN’UNICA GRANDE TAVOLA

A rendere speciale questa edizione è stata la straordinaria varietà dei protagonisti: venti ristoranti capitolini, tra insegne stellate e nuove realtà emergenti, hanno aperto le loro cucine al grande pubblico, portando sul palco di Taste i piatti che meglio raccontano la loro identità.

Paste ripiene, carni succulente, crudità di pesce, affumicature raffinate e stagionature di carattere hanno animato cinque giorni di assaggi e scoperte. Non sono mancate attenzioni inclusive: ben 25 proposte erano dedicate ai celiaci e 13 ai vegetariani, segno di una manifestazione che ha saputo allargare il proprio sguardo senza rinunciare alla qualità.

Heinz Beck, tre stelle Michelin alla guida de La Pergola al Rome Cavalieri Waldorf Astoria, ha firmato un percorso ispirato a leggerezza e benessere, omaggiando la tradizione italiana con ingredienti come il tempeh di mandorle, la kombucha e i profumi di rosa. Di tutt’altro registro la proposta di Davide Del Duca di Osteria Fernanda, che ha giocato con i contrasti sostituendo pomodoro e basilico con rosa canina e shizu, legati da una spuma di parmigiano: una rivisitazione del classico che è stata anche una dichiarazione d’intenti sul senso della cucina d’autore.

RADICI ROMANE, SGUARDI LONTANI

Il weekend ha acceso i riflettori su alcuni dei nomi più attesi. Andrea Pasqualucci del ristorante stellato Moma ha portato in scena l’anima laziale nella sua forma più autentica: dal quinto quarto alle tagliatelle di seppia alla puttanesca, fino alle animelle alla diavola con ketchup di susine, ogni piatto era un equilibrio preciso tra piccantezza, dolcezza e profondità.

Heros De Agostinis, fresco di stella Michelin con il suo Ineo, ha invece condotto gli ospiti in un viaggio senza confini: dalle radici della cucina eritrea all’essenzialità della tradizione abruzzese, tre portate che hanno raccontato una cucina libera e personalissima.

Non è mancato lo sguardo verso l’Estremo Oriente con Eiji Yamamoto di Sushisen, che ha presentato una tartare di tonno rosso al miso con kumquat e caviale, sintesi perfetta di tradizione giapponese e materia prima d’eccellenza.

E ancora, la chef Anastasia Paris di Futura, con una cucina che “vuole rendere onore alla materia e alla ricerca per creare un’armonia che non spaventi, ma sia identitaria”.

IL PALCO, LE MASTERCLASS E IL DIALOGO SUL FOOD

Taste of Roma non è stato solo assaggio: intorno alle cucine si è sviluppato un programma ricco di appuntamenti culturali. Nella Taste Arena si sono alternate le masterclass degli chef, trenta minuti ciascuno per svelare segreti di ricette e filosofie di cucina.

Mentre, sul palco ENI Live i protagonisti si sono confrontati in conversazioni a coppie su temi che vanno dalla sostenibilità alla filiera, con il contributo di Latte Sano, azienda lattiero-casearia romana tra i principali operatori nazionali del settore.

A fare da colonna sonora all’intera manifestazione, i dj set di RDS – Radio Dimensione Suono, che hanno trasformato ogni degustazione in qualcosa di più simile a una festa che a una fiera.