IL VALORE DEL PATRIMONIO IMMATERIALE
Il patrimonio culturale dell’Umanità non è costituito solamente dai suoi monumenti ed opere d’arte, ma anche dalle tradizioni vive trasmesse dalle generazioni che si sono succedute, dai riti e dai mestieri che le famiglie ci hanno insegnato. Quando l’insieme di queste pratiche relativamente ad una tipologia ben definita è reputato di valore universale diventa Patrimonio dell’Umanità per l’UNESCO.
UN PREMIO ALLE TRADIZIONI, NON SOLO AL GUSTO
Ci deve quindi inorgoglire che tale riconoscimento sia andato alla Cucina Italiana. Che non viene quindi premiata per la sostanza, e cioè, esemplificando, perché gli spaghetti alla carbonara sono particolarmente buoni, quanto per il valore complessivo delle sue tradizioni a tavola, del pranzo della domenica, per l’attenzione alle materie prime e alla loro stagionalità, per le ricette di recupero e così via.
PERCHÉ PROPRIO LA CUCINA ITALIANA?
Da una parte c’è chi sostiene che tutte le cucine del mondo dovrebbero diventare patrimonio universale in quanto ogni popolazione ha sempre cucinato e da sempre (da quando almeno esiste l’homo sapiens: è la cucina, oltre alla parola, quello che distingue l’uomo dagli altri animali).
Ma premiare tutti significherebbe anche appiattire tutto verso il basso e non riconoscere il valore accumulato da una cultura che ha beneficiato nei secoli di una complessità storica che non ha forse paragoni, dagli etruschi ai fenici, dagli arabi ai normanni e tanti altri ancora.
UNA TRADIZIONE VIVA E IN CONTINUA EVOLUZIONE
Viva quindi la Cucina Italiana, soprattutto perché non stiamo celebrando un’opera morta, o comunque ingessata, ma qualcosa che sotto ai nostri occhi si arricchisce quotidianamente.
Speriamo che diventi sempre più bella, e visto il tema, anche sempre più buona.