Il ristorante più famoso del Trentino non delude mai e talvolta sorprende pure. Superato l’impatto della pericolosa via di accesso, il resto è pura godibilità grazie alla posizione dominante la vallata, alla cantina che ovviamente è fantastica (la struttura è della famiglia Lunelli, Spumanti Ferrari), all’accoglienza e alla cucina. Qui da qualche tempo è arrivato il giovane Edoardo Fumagalli, ex Locanda del Notaio in Lombardia, ex Emergente Chef. Ha portato la freschezza della gioventù, l’attenzione al green, e tanta giocosità. D’altronde siamo nel tempio delle bollicine, e gli spumanti sono in genere sinonimo di allegria e quindi pensiamo che la scelta sia corretta e coerente. Il suo menù è un arcobaleno di colori, profuma di fiori e di campo, cerca anche di farti tornare bambino facendoti arrivare il cibo con i palloncini colorati, il burro fatto quasi come i mattoncini Lego, il pollo sembra uscito dalla cucina di Barbie. Insomma non ci si annoia di certo, anche perchè i sapori non mancano, lo chef si destreggia con mano sicura lungo tutto il percorso, dove in evidenza mettiamo la leggerezza degli stuzzichini iniziali e la golosità dei dessert finali.









Farfalle di alga nori e curcuma
Surfinie ripiene con sfera alle erbe aromatiche e quinoa al polline











cotto in infuso di geranio odoroso e ibisco, “acqua” di tinca e croste di pane

crema di nocciole caramellate e gocce di massa di cacao

foglia di latte al sigaro, gelato al cacao e grappa Segnana invecchiata in botti di whisky

