Agosto 15, 2026
CIBOEVENTI

UMBRIA 100% CHE SI E’ SENTITA NELLE ORECCHIE E NEL PIATTO : 6  CUOCHI ECCELLENTI,  SEI SERATE, UNA LOCATION UNICA, SULLE NOTE JAZZ DI PERUGIA

Un viaggio nei prodotti agroalimentari umbri certificati tra alta cucina di territorio e cooperazione, nel cuore di Umbria Jazz 2026

Ho avuto il piacere di coordinare e condurre  in prima persona, serata dopo serata, uno dei progetti collaterali più riusciti dell’ultima edizione di Umbria Jazz: “Umbria 100% – Interpreti d’Eccellenza”, la rassegna promossa da Confcooperative Umbria che per sei sere consecutive ha trasformato la terrazza sopra le Logge di Braccio in un salotto di gusto, cultura e territorio. Ecco com’è andata.

UMBRIA JAZZ 2026, UN’EDIZIONE DA RECORD

Perugia si conferma ancora una volta capitale internazionale della musica. L’edizione 2026 di Umbria Jazz ha chiuso i battenti con numeri straordinari: oltre 46.000 biglietti venduti e più di 3 milioni di euro di incassi al botteghino. Un risultato che consolida il festival umbro tra gli eventi musicali più seguiti d’Italia e più conosciuti nel mondo, che ha fatto da cornice perfetta anche alle iniziative collaterali dedicate al territorio, tra cui spicca proprio “Umbria 100%”.

LA TERRAZZA SOPRA LE LOGGE DI BRACCIO, PALCOSCENICO DEL GUSTO

In questo contesto di grande affluenza, la rassegna firmata Confcooperative Umbria ha saputo ritagliarsi il proprio spazio, accogliendo circa 300 ospiti nel corso delle sei serate di presentazione di ricette inedite. Rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo economico e finanziario, giornalisti, operatori del settore e opinion leader hanno preso parte agli appuntamenti, decretando “Umbria 100% – Interpreti d’Eccellenza” come uno degli eventi collaterali più apprezzati dell’intero festival.

Più che una semplice sequenza di cene degustazione, il progetto si è rivelato un racconto corale dell’Umbria contemporanea: sei chef, sei sensibilità diverse, un solo filo conduttore, dimostrare come la qualità del territorio possa trasformarsi in alta cucina senza mai perdere la propria identità.

LE PRIME TRE SERATE: RICERCA ED ELEGANZA


Ad aprire la rassegna è stato Emanuele Mazzella, Executive Chef del Borgo dei Conti Resort Relais & Châteaux, con un menu capace di esaltare il territorio fin dal primo piatto: un’insalatina di farro spezzato ai profumi del Mediterraneo, con trota marinata e dressing allo yogurt di pecora, seguita da una personale interpretazione della Chianina IGP dal titolo “Viaggio in Oriente e ritorno”.

È seguito Federico Montecchiani, della Locanda Petreja di Borgo Petroro a Todi, che ha portato in tavola una cucina di ricerca e sperimentazione. Il suo “Footprints”, con Chianina IGP , salmerino e cipolla di Cannara, e “Summertime”, una pasta mista con peperone arrosto e dashi di faraona, hanno raccontato un’idea di territorio dinamica e contemporanea, dove ingredienti e temperature diversi convivono in perfetto equilibrio.

La terza serata ha visto protagonista Serena Sebastiani, chef della Tenuta Borgo Santa Cecilia vicino a Gubbio con una cucina elegante e profondamente identitaria. “Melanzana in estate” e un raffinato magatello di Vitellone Chianina IGP, accompagnato da salsa beurre blanc, maionese alla mandorla e ciliegia in aceto, hanno proposto una lettura ricercata e originale delle produzioni regionali.

LE ULTIME TRE SERATE: CREATIVITÀ E ALTA CUCINA

Con Alessio Pantalloni, chef del ristorante Origine del Grand Hotel San Gemini,  il viaggio è proseguito attraverso una tartare di Chianina IGP con spuma di fagiolina del Trasimeno e aglio nero, le “Sfumature di melanzana” e il dessert “Peccato di Norcia”, un percorso costruito attorno ad alcune delle eccellenze più rappresentative della regione.

La quinta serata è stata firmata da Gabriel Collazzo, chef del ristorante Radici del Relais Borgo La Chiaracia, che ha conquistato il pubblico con l‘”Omaggio” dedicato alla Chianina marinata, gli gnocchi di patate con genovese di Cinturello Orvietano e la delicata bavarese “Madame”, un percorso elegante costruito su contrasti morbidi e delicati.

A chiudere la rassegna è stato Andrea Impero, chef stellato del ristorante Elementi Fine Dining del Borgobrufa Spa Resort, con un menu che ha sintetizzato perfettamente lo spirito dell’intero progetto: il crudo di Chianina IGP con conserve di bosco e tartufo nero, gli gnocchi di cavolo alla parigina e il dessert “Tropical Jazz”, un dialogo tra tecniche della cucina francese e identità umbra, senza mai perdere il legame con il territorio.

LE PAROLE DI CONFCOOPERATIVE UMBRIA

A commentare il successo della rassegna è stato Presidente di Confcooperative Umbria, Carlo Di Somma: «Con “Umbria 100%: la qualità che si sente” abbiamo portato nel cuore di Umbria Jazz il valore delle nostre cooperative, delle produzioni certificate e dei territori che esse rappresentano. L’ottima riuscita della manifestazione, il grande apprezzamento del pubblico e gli show cooking condotti da chef straordinari confermano la forza di un’iniziativa capace di unire cultura, gusto, qualità e identità, offrendo a cittadini, media, buyer, i visitatori un’immagine autentica e qualificata dell’Umbria».

Sulla stessa linea il Segretario regionale di Confcooperative Umbria, Lorenzo Mariani, che guarda già al futuro: «È stata una sfida importante, che possiamo considerare pienamente vinta. Il successo dell’iniziativa ci impegna ora a rafforzare ulteriormente questo percorso nelle prossime edizioni, a cominciare dall’appuntamento invernale di Umbria Jazz Winter previsto per la fine di dicembre, consolidando la collaborazione con le cooperative, gli operatori del territorio e il sistema della distribuzione».

IL COMMENTO DI CONFAGRICOLTURA UMBRIA

Anche Confagricoltura Umbria ha voluto esprimere il proprio apprezzamento per il progetto. Il Presidente Matteo Pennacchi ha dichiarato: «Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento a Confcooperative Umbria per il percorso straordinario costruito con il progetto “Umbria 100% – La qualità che si sente”. Un’iniziativa che ha saputo raccontare non soltanto dei prodotti di eccellenza, ma soprattutto il lavoro, la passione e la storia delle nostre imprese agricole e cooperative.

Oggi la sfida per il nostro territorio è quella di fare sistema, di mettere insieme competenze, esperienze e capacità di comunicare un’unica grande identità: quella di un’Umbria autentica, fatta di qualità, biodiversità, tradizione e innovazione.

Le sei cene organizzate nell’ambito di questo percorso sono state un esempio straordinario di come si possa unire il valore delle produzioni agroalimentari umbre con la cultura, la musica e l’accoglienza. Un risultato reso possibile anche grazie alla professionalità e alla sensibilità di Lorenza Vitali e Luigi Cremona, che hanno saputo trasformare ogni appuntamento in un’esperienza capace di emozionare e raccontare il territorio attraverso i suoi sapori.

Come Confagricoltura Umbria crediamo fortemente che il futuro dell’agricoltura passi dalla capacità di valorizzare ciò che produciamo, non soltanto vendendo un prodotto, ma raccontando il patrimonio umano, ambientale e culturale che c’è dietro ogni eccellenza.

Questa iniziativa dimostra che quando il mondo agricolo, la cooperazione, la cultura e il turismo lavorano insieme, l’Umbria riesce a esprimere tutto il proprio valore e a presentarsi con una voce forte e riconoscibile anche fuori dai propri confini».

Un bilancio, insomma, che va ben oltre il semplice successo di pubblico: “Umbria 100% – Interpreti d’Eccellenza” si conferma un modello di promozione territoriale capace di unire cooperazione, alta cucina e cultura, con l’appuntamento invernale di dicembre già all’orizzonte.