Agosto 15, 2026
CIBOPORZIONICREMONA

CREAZZO, LA WINE ROOM DEL GHV: IL PICCOLO SALOTTO GOUMET FIRMATO DA LUCA TEGON

Tre tavoli, vetrine di bottiglie e una cucina che parte forte: nell’hotel accanto al golf di Creazzo nasce uno spazio gourmet raccolto, tra due menù degustazione e una squadra giovane in cucina e in sala.

UN ALBERGO, UN PAESE, UNA NUOVA CUCINA

Creazzo è una piccola cittadina alle porte di Vicenza, nota da un punto di vista gastronomico per il broccolo fiolaro e per aver dato i natali a Carlo Cracco. Un motivo di interesse in più arriva ora da questo hotel GHV, situato accanto al campo da golf e riconoscibile per una collezione di moto d’epoca bellissime che arreda alcuni spazi comuni.

Qui ritroviamo come direttore Riccardo Bacchi Reggiani, conosciuto anni fa ai Portici di Bologna, e facciamo la conoscenza di Luca Tegon, lo chef che segue l’intera offerta di ristorazione: la prima colazione, il bistrot sempre aperto e, d’estate, la pizzeria a bordo piscina. Da qualche tempo si è aggiunta anche la Wine Room, un piccolo spazio che ospita solo tre tavoli, ampi e curati nei dettagli, separato dal resto del locale da vetrine, refrigerate e non, che custodiscono le bottiglie di vino: da qui il nome. Luca ha maturato una vasta esperienza all’estero e, da veneto, è rientrato volentieri per seguire questo progetto. Con lui lavorano i giovani Manuel Calgaro, sous chef, e Maria Wu, pastry chef, mentre in sala le figure di riferimento sono Amerigo Vitali e Giacomo Solimene.

Chef Luca Tegon

Il menù: eleganza negli antipasti, più cauto nei secondi

I due percorsi degustazione proposti, di 6 e 8 assaggi rispettivamente a 58 e 85 euro, ci sono sembrati bilanciati e competitivi. L’ambiente è curato, il servizio un po’ lento, o meglio: è la cucina a procedere con un ritmo tutto suo, calibrato. Lo spazio gourmet ha aperto da poco, ma si rivela già interessante, soprattutto nella prima parte del menù. Gli amuse-bouche iniziali colpiscono per eleganza, leggerezza e gusto. L’insalatina di fagiolini, finferli e ciliegie su crema di pane è un assaggio estivo piacevole e fresco, mentre lo scampo come uno spaghetto alla busara” propone una declinazione insolita ma efficace al palato. Il seguito è ben eseguito ma più nella norma: un risotto con piselli risulta un po’ troppo compatto e poco contrastato dalle lumachine di mare, mentre il pollo con farro in salsa di arrosto, porri e taccole manca leggermente di spinta e di contrasti più decisi.

Risotto ai piselli, lumachine di mare alla mugnaia

IL DOLCE FIRMATO MARIA WU

La chiusura dolce è affidata alla giovane pastry chef di origini orientali, che si destreggia bene tra consistenze e temperature diverse: gelato al rosmarino bruciato, namelaka allo yogurt greco e panna al tagete compongono un dessert equilibrato, capace di chiudere il pasto con la stessa leggerezza con cui era iniziato. Nel complesso, la Wine Room di Creazzo si conferma un indirizzo da tenere d’occhio: un progetto giovane, ancora da rodare in alcuni passaggi, ma già capace di offrire un’esperienza gourmet coerente in un contesto originale, tra moto d’epoca e vetrine di vino.