L’UMBRIA NON ASPETTA VINITALY: ARRIVA LA SERA PRIMA
Sabato 11 aprile, mentre Verona si preparava alla fiera del vino più grande del mondo, l’Umbria ha fatto una scelta inaspettata: invece di aspettare il proprio turno in fiera, ha convocato tutti a cena.
Non in un ristorante qualunque, ma nelle sale affrescate di Palazzo Verità Poeta, dimora patrizia del Settecento a pochi passi dall’Arena. Confcooperative Umbria e la Fondazione Umbria Jazz, insieme a SQA srl, con il patrocinio della Regione e della Camera di Commercio , hanno imbandito la tavola in modo completamente diverso, trasformando la vigilia della fiera più grande del mondo in un atto di identità. Il risultato ha sorpreso tutti.

USCIRE DALLA FIERA PER RACCONTARSI MEGLIO
L’idea alla base dell’evento è semplice, Confcooperative Umbria, insieme a SQA srl e con il patrocinio della Regione e della Camera di Commercio, ha organizzato per la prima volta un evento istituzionale “fuori salone” — e lo ha fatto in grande stile.
Il nome del progetto era già un manifesto: “Umbria 100%: la qualità che si sente — Interpreti d’eccellenza!”. Non si è trattato di una semplice degustazione, ma un’esperienza immersiva che ha visto le produzioni certificate, la cultura e la musica raccontare un territorio.

A TAVOLA CON LE ECCELLENZE UMBRE
Il cuore della serata era la cena. Un percorso gastronomico firmato da due chef che arrivano dalla campagna intorno a Todi: Federico Montecchiani executive chef della Locanda Petreja di Borgo Petroro e Davide Barone, affiancati dalla pastry chef Federica Pasetto del Country Relais Borgo dei Cipressi. La loro cucina non era un omaggio generico alla tradizione umbra, ma una rilettura contemporanea e precisa, senza perdere le radici.
In tavola, i prodotti delle cooperative agroalimentari umbre: realtà che in molti casi esistono da cinquanta, sessanta, settant’anni, e che custodiscono saperi e territori con una pazienza che il mercato globale fatica anche solo a immaginare. I vini delle cantine cooperative regionali, selezionati e raccontati dai sommelier dell’AIS Umbria, hanno fatto il resto.
Le cooperative protagoniste della serata erano: Cantina Tudernum (Todi), Cantina Duca della Corgna (Castiglione del Lago), Cantina Vetunna (Bettona), Cantine Monrubio (Monterubiaglio), Bovinitaly (Perugia), Naturalmiele (Terni), Frantoio Sociale Intercomunale di Arrone (Montefranco), Cooperativa Oleificio Pozzolese (Castiglione del Lago), Frantoio di Spello UCCD (Spello) e Gruppo Grifo Agroalimentare (Perugia).

QUANDO IL JAZZ INCONTRA IL VINO
C’era un ospite speciale, quella sera. O meglio: un partner. La Fondazione Umbria Jazz, da mezzo secolo ambasciatore della regione nel mondo, ha messo il suo nome e la sua storia accanto a quella delle cooperative agroalimentari umbre. Un sodalizio che non era mai successo prima, almeno non su un palcoscenico di questo livello.
L’intuizione è potente: il jazz è già un linguaggio internazionale, riconoscibile ovunque, capace di evocare qualità, cultura, piacere. Agganciare a questo immaginario le produzioni certificate dell’Umbria significa dare loro una profondità che va oltre l’etichetta, oltre il punteggio, oltre la scheda tecnica. Significa raccontare un’identità.
A chiudere la serata ci hanno pensato gli “Accordi Disaccordi”, band dal ritmo travolgente che ha trascinato la sala fino a tarda notte. Il concerto era il finale perfetto: cibo, vino, musica. L’Umbria in tre atti.

GLI AMBASCIATORI, I PREMI, I VOLTI DELLA SERATA
La serata ha visto la presenza della Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e dell’Assessora alle Politiche Agricole e al Turismo Simona Meloni, insieme a buyer internazionali, giornalisti e operatori del settore. Media partner dell’evento Radio Montecarlo, con Tamara Donà a condurre il palco con la leggerezza di chi sa come tenere viva un’atmosfera.
Nel corso della serata sono stati assegnati riconoscimenti speciali a sei personalità designate “Ambasciatori dell’eccellenza e della qualità dell’Umbria nel mondo”. I premiati: Gino Sirci, presidente della Sir Perugia, tra le squadre di volley più forti al mondo; Luca Gatti, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Umbria Jazz (che ha ritirato il premio per Carlo Pagnotta, fondatore e direttore artistico dell’Umbria Jazz); Teresa Lungarotti, enologa dell’omonima storica azienda vinicola; Anna Di Francisca, regista del film La bolla delle acque calme; Riccardo Cotarella, enologo umbro di fama mondiale; e Luigi Cremona, critico enogastronomico di lungo corso che ha scelto l’Umbria come casa e come futuro centro della propria attività formativa.
Sul palco anche Lorenzo Mariani, Segretario Generale di Confcooperative, e tra i giornalisti presenti Luciano Ferraro, la firma del vino del Corriere della Sera.

IL GIORNO DOPO: UN NUOVO PADIGLIONE, UNA NUOVA PRESENZA
L’indomani, Vinitaly ha aperto i battenti e l’Umbria era lì, puntuale. Ma anche in fiera qualcosa era cambiato: per la prima volta, il padiglione regionale era interamente dedicato ai produttori umbri, con un layout rinnovato, spazi più ampi e luminosi, un’identità visiva più coerente. Il taglio del nastro non era solo una formalità: era la conferma che la serata del giorno prima non era un episodio isolato, ma parte di una strategia.
Una regione che impara a raccontarsi. Che smette di aspettare di essere scoperta e comincia a costruire il proprio racconto.
Con la pazienza di chi coltiva la terra da generazioni, e la determinazione di chi sa che i mercati internazionali non aspettano.
“Abbiamo portato a Verona non solo prodotti di eccellenza, ma un modello di sviluppo fondato sulla cooperazione, sulla qualità certificata e sulla capacità di fare sistema” — Lorenzo Mariani, Segretario regionale di Confcooperative Umbria