L’immancabile attaccamento alla storia che lo Chef Peppe Guida fa respirare nell’Antica Osteria Nonna Rosa, è rappresentato dalla cura dei dettagli che compongono una struttura che fa della tradizione il suo maestoso marchio di fabbrica.
Nicchie raccolte, un presepe che ritrae il cuoco (e patron) insieme a Nonna Rosa, decori di classe ed una mis en place in linea con il livello della cucina, accolgono ed accompagnano l’ospite in un viaggio fatto di narrazioni, sapori e ricordi di una vita.
Qui, Peppe ci insegna che è possibile conservare un patrimonio e farlo viaggiare nel tunnel della contemporaneità, senza mai fermarsi agli obblighi dell’alta cucina. Da una parte, le esigenze di una cultura gastronomica in continua evoluzione, dall’altra il grande rigore che necessitano le ricette più antiche della tradizione campana.
Un po’ come quando si racconta la propria storia ad un amico fedele o ancor meglio al proprio figlio, il percorso degustazione ‘’Tradizione’’ è sinonimo di amore verso la propria terra. Ad aprirlo, un ricco amouse bouche capeggiato dallo storico ricordo del cornicione bruciato.

RICETTE CHE RACCONTANO LA STORIA DI UNO CHEF
I piatti sono fedeli al pensiero narrato dall’Antica Osteria, a partire dal provolone delle Colline Vicane in cinque consistenze, che oltre alla sua terra omaggia direttamente Massimo Bottura. La ricetta è particolarmente devota ad uno dei prodotti caseari più interessanti della nostra terra.

IL TRIONFO DEI PRIMI, DOVE MATERIA PRIMA E TECNICA SI FONDONO NELL’APICE DEL GUSTO
Il percorso prosegue con una piccola parmigiana e successivamente ‘’La Devozione’’, uno spaghetto al pomodoro che deve la sua concentrazione di sapore alla risottatura diretta all’interno della passata, poi arrivano i fusilli al ragù tradizionale e gli ziti mezzani alla genovese arricchendo l’esperienza dei primi piatti, ad un ritmo a tratti forse un po’ troppo sostenuto.

LA PARTE CONCLUSIVA DEL PERCORSO
Segue poi la sua polpetta al sugo di pomodoro San Marzano, oltre ad alcuni assaggi extra che ci hanno fatto conoscere una parte leggermente più creativa dello chef, tra cui il suo iconico spaghettino al limone ed un tubetto immerso in una gustosa minestra di pesce, pur non senza qualche assaggio leggermente sbilanciato sulla sapidità. Una sequenza di piccoli dolci della tradizione campana ha chiuso successivamente il percorso, curati da Francesco Guida, oggi saldamente al comando della pasticceria.

UN’ESPERIENZA DA RICORDARE
Nota di merito per il servizio di sala, che riesce a legare con disinvoltura le fisiologiche esigenze formali di un ristorante stellato, con il carattere antico che presiede in quei piatti della tradizione. Particolarmente centrati gli accostamenti del vino, che vanta di etichette variegate provenienti dalle terre campane. Il lavoro di Rossella Guida è evidente ed anche a lei vanno grandi meriti.
Nel complesso, l’esperienza all’Antica Osteria Nonna Rosa risulta inevitabilmente piacevole. L’amore che si riscontra nei piatti dello Chef funziona correttamente anche come scudo protettore da eventuali critiche o difetti nei singoli piatti, che qui, a Vico Equense, si trasformano sempre in un grande sorriso.








