Aprile 19, 2026
CIBONEWS

BACCANO ROMA: IL RISTORANTE A CENTO METRI DA FONTANA DI TREVI CHE VALE UNA VISITA

IL BALTHAZAR DE “NOANTRI”

C’è chi lo chiama il Balthazar de “Noantri”, un’accezione ironica, certo, ma non poi così fuori luogo. Il paragone con il celebre ristorante di Soho a Manhattan regge: stessa dimensione generosa, stesso arredo curato, stesso stile capace di mettere a proprio agio senza rinunciare all’eleganza. Anche il menù, in parte, si somiglia. Forse nel nostro la parte “bakery” è meno importante, ma in compenso c’è un banco dei salumi e formaggi che si fa notare, eccome!

I PROTAGONISTI: TRE NOMI, TRE STORIE

Dietro al bancone dei salumi c’è Enrico Vitalini, volto noto a chi frequenta Roscioli, dove per anni ha presidiato il bancone. Oggi affetta prosciutti iberici e taglia formaggi con maestria nel suo corner adiacente la cucina.

In cucina troviamo Nabil Hadj, anche lui cresciuto tra i fornelli di Roscioli. I più lo indicano come l’autore della miglior carbonara di Roma.

Al suo fianco, Claudio Favale: chef di larga e lunga esperienza, per anni al Simposio dell’Enoteca Costantini, dove si è costruito una reputazione solida su una cucina classica.

UN LOCALE CHE NON TEME I NUMERI

Siamo a cento metri da Fontana di Trevi. Il locale occupa larga parte del palazzo che lo ospita: ad ogni servizio accoglie oltre 150 clienti, un numero che altrove spaventa, ma che da Baccano viene gestito mettendo in campo due brigate, cucina e sala, di almeno 25 persone ciascuna. Non è cosa frequente nella ristorazione romana.

IN SALA: RITMO, ELEGANZA E UNA CARTA VINI DA ESPLORARE

Al tavolo ci ha seguiti Daniele Vespa, giovane ma già capace di muoversi con la disinvoltura di chi sa leggere i clienti prima ancora che aprano bocca. Al suo fianco, uno stuolo di ragazze che gestisce la sala con scioltezza, seguendo gli ordini dell’elegante clientela

La carta dei vini è poderosa, con una presenza significativa di etichette d’oltralpe. Alcuni fornitori sono citati nel menù e si tratta di nomi di livello, come per le carni piemontesi, il caviale, tra gli altri.

A TAVOLA: IL MARE, LA PUGLIA E QUALCHE SORPRESA

Eravamo entrati per un aperitivo. Come spesso accade nei posti buoni, siamo rimasti molto di più.

Seguendo i consigli di Claudio Favale, Nabil era assente quella sera, ci siamo lasciati guidare verso una cucina di mare con un’anima pugliese. La sua terra d’origine si sente: le cime di rape ripassate, il polpo su tortino di patate e la spigola con la sua salsa. Poi qualche contaminazione: le capesante con aglio fermentato e uova di salmone.

A chiudere, una coppa di champagne, non calice, coppa e qualche coccola finale. Un relax che non ti aspetti, soprattutto sapendo che appena fuori dalla porta si ripiomba subito nell’overturismo di Roma Capitale.