Settembre 12, 2026
CIBOPORZIONICREMONA

BARNUM: LA MISURA COME STILE, IL GUSTO COME SOSTANZA SPECIALTY E BAKERY NEL CUORE DI ROMA

A via del Pellegrino, il secondo indirizzo di Daniele Crescenzi cresce in spazio ma non rinuncia alla sobrietà: caffè da micro-torrefazioni internazionali, la pasticceria di Nadia Spiliotacopoulos e una piccola carta di ricette da colazione che meriterebbe di arrivare fino a sera.

Barnum ci ricorda il nome del circo più famoso del mondo, quello che ispirò un celebre film del dopoguerra e che nell’immaginario collettivo è ormai sinonimo di gigantismo. Ed effettivamente, rispetto al primo locale di via del Pellegrino, questo secondo indirizzo – sempre sulla stessa via – è sicuramente più grande, ma non certo gigante: resta fedele, come il primo, a un’idea di minimalismo nello stile e nell’arredo, con tavoli e sedute sobri ma di qualità. Anche il banco è volutamente contenuto, quasi in secondo piano, per lasciare spazio a una complessa attrezzatura per la produzione del caffè e a un display di lievitati non troppo numerosi – una scelta di sintesi che condividiamo pienamente e che rende questo locale uno dei migliori della Capitale in questo segmento.

IL CAFFE’ E LA PASTICCERIA

Partiamo proprio dal caffè, che arriva da piccole torrefazioni poco conosciute ma altamente specializzate (una si trova addirittura a Stoccolma), e restiamo incantati quando la brava Ilaria Gava ce ne descrive le caratteristiche con scioltezza e competenza, quasi fosse un racconto.

La pasticceria è invece affidata a Nadia Spiliotacopoulos, cognome dalle chiare origini greche: cresciuta in giro per il mondo, ha imparato il mestiere in Australia, ma le radici italiane della madre l’hanno riportata in Italia qualche anno fa. Qui ha incontrato Daniele Crescenzi, titolare del Barnum, che cercava proprio qualcuno capace di imprimere al locale uno scatto di qualità.

Fare buoni lievitati non è semplice: le materie prime migliori non bastano, anche se aiutano molto (qui il burro è di Isigny), perché serve soprattutto grande tecnica, e Nadia ne ha da vendere. Il suo croissant non è un croissant francese al cento per cento, ma è comunque un grande lievitato: leggermente più dolce e umido rispetto a quelli d’Oltralpe, un po’ meno aromatico, proposto in diverse forme e farciture, dal pansuisse al pain au chocolat.

OLTRE I LIEVITATI: UNA CUCINA INTERNAZIONALE CHE NON CONOSCE ORARI

Ridurre il Barnum a caffè e lievitati, per quanto entrambi eccellenti, sarebbe però limitativo. C’è infatti una proposta piccola ma interessante di ricette internazionali, pensate per accompagnare breakfast e brunch lungo tutta la giornata. Vale la pena citare i pancakes dolci, l’omelette con le uova delle “Galline Felici“, il pastrami bagel di black angus, l’ottimo sourdough toast con bacon e formaggio comté, e il grain bowl con verdure arrosto, lenticchie, riso selvatico, feta e mandorle: un ventaglio di proposte che dimostra come, dietro l’apparente semplicità del banco, ci sia un lavoro di cucina tutt’altro che banale.

Un peccato, semmai? La chiusura nel primo pomeriggio, ormai quasi obbligata per locali di questo genere, mentre nel resto del mondo queste ricette non conoscono più orari fissi e vengono servite tranquillamente anche a cena. Un piccolo neo in un progetto che, per il resto, ha davvero le carte in regola per crescere ancora, senza però perdere quella misura che lo rende speciale.