Nel cuore di un grande bosco umbro, lontano dai percorsi più battuti, lo chef ischitano premiato ha scelto le colline tra il Trasimeno e l’entroterra per la sua nuova cucina, fatta di piccoli produttori locali e piatti che non rinunciano all’eleganza
UN BORGO NEL BOSCO
Se l’Umbria viene spesso considerata, nel suo insieme, una regione un po’ defilata, qui siamo in una zona ancora più fuori da quasi tutti i percorsi, posta tra il tra il Trasimeno e le colline dell’interno. Un grande bosco racchiude questo borgo, articolato in varie strutture secondarie oltre a quella principale.
Qui si trova il ristorante Cedri, affiancato da un punto di ristorazione più informale presso la piscina, attivo nella bella stagione a pranzo e a cena, con una buona pizza e la griglia del forno Josper.

Dove oggi si trova il Borgo dei Conti Resort sorgeva, già nel Duecento, un’antica fortezza. Nei secoli successivi il borgo cambiò più volte di mano, finché non arrivò a Lemmo Rossi Scotti, pittore e conte di Montepetriolo, che lo trasformò in un complesso residenziale in stile neogotico: sono suoi la limonaia e il parco di sedici ettari che si vedono ancora oggi. Passato di proprietà più volte nel corso del Novecento, il borgo fu rilevato nel 2002 dalla famiglia Babini, che ne fece un resort, rinnovato negli interni nel 2024 dallo studio Spagnuolo & Partners.
Dietro al progetto c’è una famiglia con oltre un secolo di storia imprenditoriale, oggi guidata da Carlo Babini e un tratto che rivendicano come il loro valore più raro: un approccio etico verso luoghi e persone. Nasce da qui la fondazione The Place of Wonders, guidata da Michela Babini, che sostiene gli artigiani italiani più preziosi e assegna borse di studio ai giovani che scelgono mestieri tradizionali a rischio di scomparire.
UN SOGGIORNO CHE NON FINISCE IN TAVOLA
Chi si ferma oltre la cena trova un resort pensato per essere vissuto con calma, a partire dagli spazi in cui si dorme. Le quaranta camere e suite si dividono tra la Villa, un tempo residenza del conte, e la Colonica ottocentesca, arredate con materiali del territorio come il cotto etrusco di Montone.

Le più scenografiche restano le sue suite del piano nobile, ‘’La Suite del Conte’’ e ‘’La Suite della Contessa’’, dove i camini originali e i soffitti a travi convivono con una metratura che arriva fino a 180 metri quadrati.

Fuori dalle camere, il resort si allarga nel parco secolare, tra laghetti nascosti tra gli alberi e un’area cinema all’aperto, fino alla Casa della Contessa, dedicata a cene ed eventi privati. La piscina a sfioro riscaldata e la nuova Spa, con i trattamenti Nescens, completano l’offerta per chi vuole restare in tenuta tutto il giorno.

EMANUELE MAZZELLA, UNO CHEF CON I PIEDI PER TERRA
Ai Cedri ritroviamo Emanuele Mazzella, chef ischitano di lungo corso, data la sua origine, ama il mare, ma conosce bene anche la montagna, se pensiamo ai lunghi anni trascorsi accanto a Norbert Niederkofer. Da tempo, forse indeciso tra mare e monti, ha scelto le colline umbre ed è arrivato lo scorso anno a Borgo dei Conti.

La sua cucina privilegia i piccoli produttori locali, ma ogni tanto, quando trova il pescato giusto, lo prepara come si conviene. Non mancano i prodotti di casa, dall’orto al miele degli alveari che si trovano nella grande tenuta.
Una cucina fondata sulla ricerca costante e sul rispetto degli ingredienti sani, legati al territorio e alla loro stagionalità, uniti ai sapori delle origini ischitane dello chef.
Il ristorante ha sede storica nella limonaia della tenuta, un tempo destinata al ricovero invernale delle piante da frutto, che oggi ospita anche la wine cellar a vista. Il nome , Cedri richiama le imponenti piante di cedro del Libano che accolgono gli ospiti all’ingresso.
LA SQUADRA, IN CUCINA E IN SALA
Con Mazzella lavora Massimo Fancello, mentre ai dessert troviamo Veronica Cabras, oltra a una schiera di giovani collaboratori. La sala del ristorante è ampia e classica, e respira l’aria del bosco che sembra entrare quasi all’interno della stanza: il verde non manca, con piante e fiori che dividono i vari spazi e che pendono anche dal soffitto.
In sala lavorano Francesco Cecchi e Marcello Corradi, mentre al bar troviamo l’esperto Sergio Ragno, che si distingue per un’ottima selezione di amari, birre e gin della regione.
Una menzione speciale va a Giancarlo Rizzi, il direttore del Borgo, milanese di origine, cresciuto sul Logo di Como, con un prestigioso percorso nell’hôtellerie internazionale che lo ha visto lavorare, a Villa d’Este e all’Hotel Ritz Paris.

I PIATTI ASSAGGIATI
Dalla cucina arriva un’elegante variazione di sedano rapa, servito crudo, cotto e arrostito, seguita dal piatto migliore della serata: il risotto con polvere di limone nero, crema di prezzemolo e cannocchie.

Sedano rapa e le sue declinazioni

Riso carnaroli mantecato con un estratto di pannocchie del mediterraneo, limone nero e prezzemolo
Segue un filetto di sogliola con bietole dell’orto e friarielli napoletani, per finire con un dessert curioso, quasi una pastiera, con farro, zabaione al Marsala e sorbetto ai fiori d’arancio, servito tiepido. Il menù degustazione ha un costo di 125 euro, con la possibilità di abbinare una selezione di tre vini al calice per 40 euro oppure di quattro calici per 50 euro.

UNA SOSTA LONTANA DALLA CITTA’
La cucina di Mazzella è rilassante quanto il luogo che la ospita: lontano dalla città, in mezzo al bosco, Borgo dei Conti è una di quelle soste quasi olistiche dove il risultato finale vale più della somma dei singoli elementi.














