Tra vigneti storici, orto biologico e i grandi vini Avignonesi, lo chef Leonardo Spaccavento firma un percorso gastronomico che racconta la Toscana in ogni portata.
UN’AZIENDA AGRICOLA: TRA STORIA E OSPITALITA’
Le Capezzine è un’azienda agricola storica, fondata nel XIX secolo come fattoria modello dal filantropo e scienziato Angelo Vegni. Oggi rappresenta un luogo in cui agricoltura, architettura e ospitalità convivono in perfetto equilibrio. Si estende su 170 ettari coltivati a vigneto, ma non solo: ulivi secolari, zafferano e molte altre colture compongono un paesaggio agricolo ricco e diversificato. L’azienda è aperta al pubblico per visite guidate e degustazioni, ed è dotata anche di un ristorante aperto su prenotazione, dove viene proposta “La Grande Esperienza”: un percorso gastronomico dedicato ai prodotti del territorio, in abbinamento ai celebri vini Avignonesi.

LA STORIA DA ANGELO VEGNI, AD OGGI
Angelo Vegni fu una di quelle figure ottocentesche capaci di attraversare mondi diversi: ingegnere minerario formatosi a Parigi, imprenditore, scienziato, uomo di cultura vicino ai protagonisti del Risorgimento toscano. Ma è il suo ultimo gesto a renderlo indimenticabile: filantropo convinto, decise di lasciare in eredità l’intero patrimonio per fondare un istituto agrario nella propria tenuta delle Capezzine, in Valdichiana, con l’obiettivo di formare le nuove generazioni di agricoltori. Da quella volontà nacque, alla fine dell’ottocento, una scuola pratica di agricoltura che per generazioni fu un punto di riferimento per il territorio.
Nel Novecento la tenuta trovò poi una nuova vocazione grazie alla famiglia Falvo, che ne fece il cuore di Avignonesi: tra boschi, orti e vigneti prese vita la storica vinsantaia, mentre l’azienda cresceva fino a diventare una delle firme più autorevoli del Vino Nobile di Montepulciano. Oggi, guidata da Virginie Saverys, e i suoi figli Eline e Basile Aloy, le Capezzine continua a custodire lo spirito originario della fattoria modello, arricchito da un’anima nuova fatta di accoglienza e convivialità. Mentre il direttore riconfermato nel tempo e nell’impegno è Matteo Giustiniani.


IL PERCORSO GASTRONOMICO DELLO CHEF LEONARDO SPACCAVENTO
Lo chef Leonardo Spaccavento, affiancato dalla sua giovane brigata, propone un menu costruito attorno a numerosi prodotti a chilometro zero, grazie anche all’orto biologico adiacente e alle collaborazioni con altre realtà del circondario.

Tra i piatti estivi, serviti freddi, abbiamo assaggiato le eliche di pasta con crema fredda di verdure e ragù bianco, e il grano saraceno con hummus di carote e salsiccia croccante.

A seguire, il carpaccio di chianina con senape, portulaca e briciole di pane, e le crocchette di galletto ruspante con maionese d’arrosto, cipollotti e zucchine al limone.

A chiudere, la “provocazione” dello chef: una piccola pasticceria servita in sequenza su una doga di barrique. Un percorso articolato, che rivela una mano sicura e una grande attenzione al dettaglio.
GLI ABBINAMENTI: I GRANDI VINI AVIGNONESI

L’esperienza degustativa è iniziata con il Marzocco Chardonnay 2024, equilibrato, con delicate note floreali e di legno.
È proseguita con la Stella, Vino Nobile di Montepulciano 2019, e con Le Grandi Annate 2015, un vino prodotto solo nelle annate migliori: un grande Sangiovese affinato per 18 mesi in legno, elegante e persistente, con profumi di rosa e prugna e sentori di legno e spezie. A chiudere, due capolavori della casa: il Vin Santo 2014 e l’Occhio di Pernice 2011, entrambi affinati per anni nei caratelli.








