Settembre 12, 2026
CIBOPORZIONICREMONAVINO

LA PÊCHE À LA VIGNE: BISTRONOMIA INTELLIGENTE E VINI NON CONVENZIONALI, INDIRIZZO DA NON PERDERE A NIZZA

Formaggi, calici di vino naturale da Languedoc a Jura e una cucina semplice ma golosa: nel piccolo indirizzo nizzardo si incontrano senza appuntamento gli appassionati di tutta Europa

La Pêche à la Vigne : il nome nasce da un gioco di parole, perché anche in francese ‘’pêche’’ ha un doppio significato, pesca come il frutto, ma anche richiamo fonetico al peccato (péché). E doppio, in un certo senso, è anche il locale stesso. Nasce prima come bottegaenoteca, dove grandi formaggi (e non solo) possono essere acquistati o degustati in abbinamento a tantissimi assaggi al calice di una selezione di vini di assoluto valore.

La selezione di formaggi qui privilegia produzioni locali e regionali: brousses du Rove, fresche e delicate, tomme di montagna stagionate con cura, formaggi di capra provenzali dalle mille sfumature, dal più fresco e cremoso al più asciutto e caratteriale. Una scelta che racconta il terroir mediterraneo e quello alpino, entrambi a portata di mano da Nizza.

Poi, accanto, sulla stessa strada, è arrivata una nuova saletta, semplice e rustica, con le bottiglie in bella vista alle pareti e un piccolo bancone da cui vengono serviti i piatti.

L’atmosfera è informale, quasi casalinga, il tipo di posto dove ci si sente subito a proprio agio, tra chiacchiere, calici che tintinnano e il via vai discreto di chi entra solo per un bicchiere e chi invece si ferma per cena.

 Qui c’è anche una breve lista di vivande scritta alla lavagna, che cambia spesso a seconda di quello che arriva in cucina, e questa sera proviamo le crocchette di patate con erbette e maionese piccante, irresistibili, croccanti fuori e morbide dentro, quasi da dipendenza; poi una buona tartare di diaframma di manzo al naturale, tagliata al coltello e accompagnata da un fresco succo di cetriolo che ne bilancia la sapidità, e infine un pollo al barbecue con verdure marinate, cotto alla perfezione, dal sapore intenso e affumicato.

Il cibo è semplice e buono, pensato per accompagnare il vino e non rubargli la scena.

Simona Mazzaroni consiglia e mette subito a proprio agio, con quella naturalezza di chi il mestiere lo conosce bene, mentre Leo Spadaro ammalia con i suoi vini naturali di piccoli produttori di mezza Europa, molti anche francesi, ma qui lasciate perdere Borgogna e Bordeaux: alla Pêche troverete Languedoc, Roussillon, Alsazia, Jura e altre regioni meno battute, meno blasonate ma capaci di regalare sorprese autentiche a chi ha voglia di uscire dai soliti nomi. Bottiglie che raccontano storie di piccoli vignaioli, di annate particolari, di scelte che privilegiano l’autenticità rispetto all’omologazione, e che Leo sa raccontare con la giusta dose di entusiasmo, senza mai risultare pedante.

E non siamo gli unici ammiratori del posto. Con noi, questa sera, senza esserci dati appuntamento, la collega e amica Sandra Salerno (Un Tocco di Zenzero), che ha casa qui a Nizza ed era quindi plausibile incontrare; ma inaspettatamente, anche Maurizio Paparello, il mitico sommelier di Roscioli, di passaggio in Costa Azzurra.

Segno che certi indirizzi, anche fuori dai circuiti più battuti e lontani dai riflettori delle guide, finiscono sempre per attirare chi il vino e il buon cibo li vive con la stessa passione, e per farne, senza troppo clamore, un piccolo punto di riferimento per chi passa da Nizza e sa dove cercare.