Giugno 25, 2024
CIBONEWS

GINGER PANTHEON E LE SPEZIE

A pochi passi dal Pantheon sorge questo ampio locale che propone una cucina improntata sul mondo vegetale e all’utilizzo di spezie appartenenti alla cultura della chef Sharon Landersz.

Siamo stati invitati alla cena di presentazione del prossimo menu primaverile di Ginger – Sapori e salute, a pochi passi dal Pantheon, uno dei centri d’interesse più gettonati dai turisti e non solo. Si presenta come un locale molto spazioso con un arredamento piuttosto minimal, ma ottimizzato al meglio.

La cucina è diretta dalla talentuosa chef Sharon Landersz, classe ’77, originaria dallo Sri Lanka e dotata di un grande bagaglio culturale grazie ad esperienze passate. Arrivata in Italia appena quindicenne, dopo pochi anni intraprende un percorso da traduttrice, ma ben presto si rende conto non aver sposato la giusta causa. Nella cucina (e nelle spezie) trova tutto ciò che le mancava e con la voglia di un giovane chef in rampa di lancio interpreta i sapori delle sua infanzia con un tocco speziato che è peculiare, ma ben riconoscibile in ogni suo piatto.

Il protagonista della serata è stata senza dubbio la cucina espressa da Sharon, ma probabilmente non sarebbe stata la stessa senza la collaborazione con “L’emporio delle spezie”, partner della cena. La chef cingalese già da qualche anno collabora con questo emporium di Testaccio che seleziona meticolosamente le migliori varietà di spezie provenienti da ogni parte del mondo. Questo progetto nacque più di dieci anni fa da un gruppo di amici amanti delle culture a noi lontane e nel corso degli anni grazie ad una fitta rete di contatti e conoscenze è oggi diventato un luogo di scambio dove si danno e ricevono ricette sempre nuove.

È proprio grazie al lavoro di chef come Sharon che è possibile comprendere al meglio le potenzialità di ogni singola spezia, e nel corso della serata, piatto dopo piatto, abbiamo avuto la possibilità di coglierle.

Siamo stati accolti con molto calore dal personale ed è stato servito un Ginger Fizz di benvenuto molto rinfrenscante fatto con Gin, succo di limone, estratto di zenzero, acqua tonica e aromatizzato con del cardamomo tostato che conferiva una nota balsamica molto piacevole.

Le danze si sono aperte con un fiore di zucca ripieno di ricotta e gamberi con una crema di zucca e fiori eduli. Un antipasto tanto leggero quanto gustoso con l’occhio che faceva la sua parte grazie ad un impiattamento semplice, ma ben riuscito.

Con la prima portata la chef Sharon ha stupito tutti i presenti, dal momento che ha reputato opportuno servire prima l’agnello fritto con uva passa, pistacchio e crema di fave, dando poi il compito di ripulire la bocca dalla frittura allo spaghetto di grano duro bio del “Pastificio Felicietti” condito con aglio orsino e peperoncino turco Isot Biber. La scelta si è rivelata azzeccata e ha messo in mostra il suo estro creando quell’imprevedibilità ogni tanto necessaria.

Il piatto conclusivo prima del dolce è stato quello che ai nastri di partenza ha lasciato più dubbi: uno spezzatino di soia al curry verde tailandese con riso basmati intergrale bio, anacardi e lime. La texture della carne, come prevedibile, rivelava indubbiamente la sua origine vegetale, ma con il giusto mix delle spezie ha reso protagonista lo spezzatino di soia rendendolo molto gradevole.

Per concludere la serata, la chef ha voluto raccontare la sua infanzia con un dolce che rappresentava le sue “Madeleine di Proust”, ovvero la classica girella Motta e il gelato Fior di Fragola.

La serata si è conclusa piacevolmente e la chef ci ha ancora una volta raccontato idee, aneddoti e spunti molto interessanti che hanno ancor di più chiarito la mission del suo lavoro. Brava Sharon!