Kosmo nasce ai piedi della seggiovia, come ristorante moderno e identitario. La sala moderna è dominata da un lungo tavolo conviviale e da un bancone in legno ondulato, si apre su una grande vetrata che offre una vista spettacolare sulla vallata.
In cucina c’è Michele Talarico, giovane chef pugliese formatosi tra le montagne. Dopo l’esperienza con Norbert Niederkofler, ha aperto Kosmo quattro anni fa.
RICERCA, TECNICA E TRADIZIONE
Sotto al ristorante, un intero piano è dedicato a ricerca e lavorazioni: fermentazioni, acetificazioni, selezione di grassi, farine macinate in loco. La cucina di Kosmo è diretta, con porzioni generose, un bel carrello di formaggi locali, pizza e piatti per un pubblico ampio ma attento.

TEA DEL KOSMO: LA BAITA GOURMET
Accanto, da un anno, c’è Tèa( (Baita in dialetto locale): una piccola baita su due livelli, con cantina e sala elegante. Qui la cucina si fa più ambiziosa, seguendo i principi di Cook the Mountain: sostenibilità, recupero e utilizzo dei prodotti dei piccoli produttori di montagna. Talarico lavora con coerenza e rigore anche grazie a un orto di proprietà.

MENU ESSENZA: SEI PORTATE, SEI IDEE
Il menu Essenza (6 portate, 130 euro) è un percorso concettuale, con piatti raccontati e accompagnati da schizzi illustrativi che ne rappresentano l’idea di base. Tra gli stuzzichini, buone la tartelletta alle rape rosse e camomilla, mentre il cracker di agone, risultava eccessivamente acido. A seguire, un superbo pane fatto in casa con lievito madre, ben cotto e con sentore di erbe.

I PIATTI SIGNATURE
Uno dei piatti simboli è la carota. È servita come una lunga punta affusolata elegante, utilizzando la materia prima in tutte le sue forme, accompagnata da una salsa caramellata forse un’po’ dominante.
Molto buona è la trota con crema di sambuco e ravanello rinvigorita con giusta misura dalla bottarga di uova e fegato di trota, altro piatto signature sono i casoncelli. Pasta ripiena classica del bergamasco, ripieni di stracotto di coniglio con bisque di gamberi.

IL TAJINE D’ISPIRAZIONE MARROCCHINA
Dopo il viaggio in Marocco dello chef abbiamo assaggiato il suo tajine. Uno spezzatino di asino ben speziato con una crema di yogurt ed erba cipollina. Si mangia con le mani servendosi di un sottile pane con le erbe spennellato dal grasso dell’animale.
Elegante il finale dolce con il kefir granita lampone abete rosso e la composizione (bella ma un po’ semplice) di sorbetto fragoline di bosco e bavarese melissa.
UN PROGETTO DI VALORE IN EVOLUZIONE
In sintesi, una struttura articolata che, secondo noi, merita sia nella parte Bistrot che in quella Gourmet per la bellezza del contesto e per la qualità dei contenuti. Michele Talarico coordina la sua brigata di 9 persone, oltre il servizio di sala, con una progettualità ambiziosa. Qualche dettaglio è ovviamente da mettere a punto ma nel complesso ci sembra un indirizzo di assoluta rilevanza con notevole potenziale di crescita.