Ottobre 14, 2026
CIBOIL VIAGGIOPORZIONICREMONA

VINCENZO GUARINO A POSTIGNANO

Non possiamo che lodare il fantastico recupero di questo piccolissimo borgo di una valle laterale della Valnerina al confine quasi con le Marche, costato tanti anni fatiche e soldi alla proprietà (Matteo Scaramella e Gennaro Matacena) . E’ uno stimolo a scoprire luoghi poco accessibili, ma affascinanti e l’alto livello del confort ripaga abbondantemente del lungo percorso. Per altro anche il viaggio lungo la valle del Nera ripaga la vista con il verde che ti circonda e che sembra caderti addosso. Il resort diffuso nel Borgo è già tanta roba, con una paio di decine di appartamenti, frammentati da viuzze, angoli, una deliziosa chiesetta affrescata, due botteghe e ben 4 luoghi per il mangiare: la trattoria, la terrazza, il forno per la pizza all’aperto e la Tavola Rossa per il gourmet. Qui, da 2 a 12 persone Vincenzo Guarino propone il suo teatro gastronomico. Siamo un bel gruppo, con Teresa e il sottoscritto è Antonio Paolini, Chiara Giannotti, Fabio Rinaldi, Valeria Tromba, Ernesto Di Renzo, chiamati e riuniti grazie alla bravura e tenacia di Stefano Carboni, al quale è difficile dire di no. Vincenzo Guarino è’ un bravo chef che dove arriva porta tutto se stesso, nel senso letterale del termine. Qui non troverete una cucina che sia un avventura nei boschi del circondario, o una riflessione sul rapporto uomo natura, o un messaggio di sostenibilità ambientale, o altro ancora. Il suo menù è la sua biografia, il racconto della sua vita, con lo zoccolo duro di Ischia e Sorrento sopra il quale si stratificano man mano gli anni e le sue esperienze. Si avverte chiaramente la Toscana, e un domani di sicuro di aggiungerà un pò di Umbria. Un racconto che si snoda in ricette eleganti, generose per nobiltà di ingredienti e dal gusto compiacente. Tutti visibilmente apprezzano anche per la bonarietà e simpatia con la quale le ricette vengono presentate e per la bontà dei vini in abbinamento, veramente notevoli. Il piatto “signature” è forse il risotto, dove i sapori sono amplificati fino al barocchismo, ma  mantengono un certo equilibrio. Una citazione merita anche il dessert e la perla delle madeleines finali. L’unica ricetta vegetariana presentataci vede protagonista il pomodoro, come dire il vegetale più lontano idealmente e fisicamente da questa valle. Ma ci sia concesso terminare con una preghiera: Vincenzo levami dai piatti tutte quelle verdure baby che non si possono più vedere. Non le tolleriamo più nemmeno in un hotel di lusso a via Condotti, figuriamoci in un posto dove la natura è libera rigogliosa e spontanea come questo!

 

Postignano (X-XI sec) è l’archetipo del borgo umbro, case strette fra loro, addossate ad un pendio impervio, torri alte fino a 25 metri, tutto realizzato con tecniche che hanno sfidato i secoli e con un innato senso di coerenza ed armonia. In epoca medioevale fu Borgo di ricca economia per attività di tintura e lavorazione del ferro (facevano anche strumenti chirurgici) decadde in tempi più recenti, e fu anche destinato a scomparire.
Alla fine degli anni ‘50, a causa di uno smottamento di terreno gli abitanti furono obbligati per decreto a abbandonare il borgo che rimase per decenni in stato di totale abbandono. Fu per caso che uno degli attuali proprietari sbagliando strada, lo scoprì e decise di tentarne il recupero. Un percorso arduo, irto di difficoltà burocratiche, ambientali (terremoto del 1997), più di 200 rogiti notarili e non fu facile rintracciare i proprietari.
Adesso è rinato, un orgoglio per chi è riuscito nell’impresa, un orgoglio per il territorio, un modello da seguire.
22 appartamenti (alcuni venduti, sono di proprietari sia italiani che stranieri). Recupero, Restauro, Consolidamento antisismico, nessuna superfetazione, il borgo è intatto, bello, armonioso, e ora deve solo nuovamente rivestirsi della patina del tempo. Le case hanno le tinte pastello degli affreschi giotteschi, le suites rispettano le cubature originali, gli appartamenti sono tutti diversi e di diversa misura, con soffitti a travi in legno, muri spessi, nicchie, scale e scalini, caminetti, pavimenti in cotto fatto a mano, mobili rustici d’epoca, tessuti di alto artigianato di Mastro Raphael, nella chiesina suona un quartetto di giovani artisti. Fuori dal borgo, ai piedi del colle, nascosta nel verde, c’è la piscina con un’area relax e accanto una piccola Spa
I nuovi progetti della proprietà prevedono nel 2024 l’apertura, dopo il restaur, in un edificio adiacente, di altre 20 suite e di una Spa di 600mq.
Vorremmo raccontare sempre storie così belle.

Castello di Postignano
www.castellodipostignano.it

 

testo e foto di Teresa e Luigi Cremona   

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“Castello di Postignano, Sellano (Umbria) – https://www.thetravelnews.it/castello-di-postignano-sellano-umbria/”