Giugno 12, 2026
CIBOPORZIONICREMONA

BISTROT 64: LA SECONDA VITA DI UN LOCALE CHE NON SMETTE DI SORPRENDERE

Il Bistrot 64 ha alle spalle una vita lunga e piuttosto movimentata. Quella attuale è a tutti gli effetti una nuova fase, affidata a due figure che ne hanno sempre fatto parte, pur tra qualche interruzione: il titolare Emanuele Cozzo e lo chef Giacomo Zezza, ex sous chef di Noda Kotaro, la chef giapponese che ha segnato con la propria impronta la prima stagione del locale.

L’ambiente resta informale e leggero, con quell’atmosfera da bistrot contemporaneo che è ancora oggi il suo tratto più riconoscibile.

SALA E SERVIZIO: GIOVANI, MA GIÀ A PROPRIO AGIO

Una nota di merito va al servizio. Andrea Paretti è giovane, competente, e ha un bel modo di relazionarsi con gli ospiti al tavolo.

I prezzi non popolari, ma accessibili visto comunque il livello della proposta: due menù di 5 e 8 portate a 75 e 95 euro.

IL BENVENUTO

Del ricco benvenuto iniziale menzioniamo il taco di rapa bianca con melone fermentato. A seguire, l’ostrica alla brace con carciofo e panna al pepe verde, forse un po’ sapida. Più riuscito, il cavolfiore appassito alla brace con crema di cioccolato bianco e burro ghiacciato versato al momento, anche se quest’ultimo arriva a tavola con una generosità che rischia di sbilanciare il piatto.

I PRIMI PIATTI: GIOCO DI CONTRASTI

I due primi piatti si muovono su registri opposti. Da un lato, gli spaghetti con burro, alici e ‘nduja: impatto forte e carattere. Dall’altro, la chitarra con bieta declinata in più modi, più delicata. Anche qui preferiamo forse la proposta più delicata.

I SECONDI: MATERIA PRIMA E TECNICA AL SERVIZIO DEL GUSTO

La rana pescatrice è un ingrediente duttile ma insidioso: si accompagna facilmente a molti elementi, ma rischia di perdersi se non gestita con precisione. Qui viene elaborata con il suo fondo e un cicorione, in un contrasto tattile e sensoriale che funziona. Più strutturata e incisiva la on rucola guancia di vitello con rucola e quenelle di mela.

IL DESSERT: IL VEGETALE CONQUISTA ANCHE IL FINALE

Il vegetale è sempre presente e anche nel dessert appare ben posizionato con un crumble di avena meringa piselli e creme fraiche molto interessante. Più tradizionale ganache al cioccolato bianco con caciotta fresca di pecora e cialda di kiwi.

Ritornare al Bistrot 64 è stato un piacere. Il locale, comodissimo per chi visita il vicino Museo MAXXI, mantiene una proposta di livello e una brigata, tanto in sala quanto in cucina, che è giovane e che, con ogni evidenza, ha ancora ampi margini di crescita.