Luglio 16, 2026
EMERGENTEEMERGENTE PASTRYEVENTI

EMERGENTEPASTRY 2027: LA SELEZIONE CENTROSUD HA I SUOI QUATTRO FINALISTI

UNA GIORNATA CHE HA GIÀ LASCIATO IL SEGNO

La prima tappa della Selezione CentroSud di EmergentePastry 2027 si è chiusa alla Scuola Dolce & Salato di Maddaloni. Una giornata intensa, come sempre quando in gara ci sono dieci giovani pastry chef under 30 che hanno qualcosa da dimostrare. Ansia, risate, momenti di tensione e alla fine, tanta soddisfazione.

I DIECI IN GARA: ECCOLI TUTTI

Dieci nomi, dieci storie, dieci modi diversi di interpretare la pasticceria di alto livello. Il format di Emergente li seleziona tutti per merito, senza scorciatoie, e li mette davanti a una prova concreta: quattro elaborati: due finger food (uno dolce, uno salato), un dessert al piatto e una preparazione con cottura al forno , da presentare e difendere davanti a una giuria che di pasticceria ne capisce davvero.

I dieci concorrenti della Selezione CentroSud 2027 erano:

Andrea Di Costanzo (Indaco* – Ischia, Campania), Francesco Palma (Aria Restaurant* – Napoli, Campania), Adriana Marotta (Il Pellicano* dell’Hotel Il Pellicano – Porto Ercole, Toscana), Leonardo Sperati (Acquolina** – Roma, Lazio), Francesca Chilla (Zéphyr Restaurant La Fiermontina – Lecce, Puglia), Giuseppe Gallo (I Tenerumi – Vulcano, Sicilia), Chiara Parodi (Atto di Vito Mollica* – Firenze, Toscana), Alessia Petruzzo (Santa Elisabetta** – Firenze, Toscana), Marco Ripari (In Riva a Numana Hotel – Numana, Marche) e Mirko Schiavoni (Moma* – Roma, Lazio).

Un panorama geografico che va dalla Sicilia alle Marche passando per Campania, Puglia, Toscana e Lazio. La mappa della pasticceria italiana che cresce.

LA GIURIA: SEDICI SGUARDI CHE NON PERDONANO NIENTE

Sedici persone, sedici punti di vista, un unico obiettivo: valutare con rigore e competenza.

Dalla ristorazione stellata e bistellata erano presenti Michele Cannavacciuolo (Torre del Saracino**), Roberto Lettieri (Contaminazioni Restaurant**), Ferdinando De Simone (Lorelei*), Cristina Passini (Enoteca La Torre**), Massimo Giaquinto (Don Alfonso 1980*), Orsetta Di Francesco (Il Pagliaccio**), Domenico Candela (George Restaurant**), Carmine Di Donna (Rossellinis*), Michele Di Leva (Casa Angelina*), Catello Celentano (Hotel Villa Cembrone*), Domenico Marotta (Ristorante Marotta*) e Armando Aristarco del Caruso – A Belmond Hotel. A completare il quadro, Rocco Cannavino di Zio Rocco, i Maestri Pasticceri Alessandro Mango (Pasticceria Lombardi) e Armando Pascarella (Pasticceria Armando Pascarella), e il giornalista di Identità Golose Guido Ferraro.

La forza di una giuria così composita sta proprio nella varietà degli sguardi: chi valuta da una cucina stellata, chi da una pasticceria di territorio, chi con l’occhio di chi racconta il settore dall’esterno.

I criteri di giudizio? Qualità tecnica e gustativa, certo. Ma anche presentazione, capacità di comunicare i propri elaborati e attenzione ai codici di sostenibilità.

I QUATTRO FINALISTI: SI VOLA ALLA FINALE 2027

I finalisti della Selezione CentroSud che accedono alla Finale EmergentePastry 2027 sono:Andrea Di Costanzo — Indaco* – Ischia, Campania, Francesco Palma — Aria Restaurant* – Napoli, Campania, Adriana Marotta — Il Pellicano* – Porto Ercole, Toscana e Leonardo Sperati — Acquolina** – Roma, Lazio.

I PREMI SPECIALI

A margine dei verdetti principali, la giornata ha distribuito anche riconoscimenti che raccontano qualcosa di preciso sul talento dei singoli.

Il premio Miglior Lievitato, realizzato in collaborazione con Le Sinfonie di Agugiaro&Figna, è andato a due concorrenti: Francesco Palma, con il suo Pane al cioccolato, e Leonardo Sperati, con il Mari – Tiramisù. Due interpretazioni del lievitato agli antipodi eppure entrambe convincenti.

Una menzione speciale per la miglior presentazione e il miglior impiattamento è stata assegnata a Chiara Parodi (Atto di Vito Mollica* – Firenze), a conferma che anche chi non accede alla Finale può lasciare un’impronta precisa nella memoria di chi guarda.

DOPO LA GARA

Finite le valutazioni, la giornata ha cambiato ritmo. I finger food realizzati dai concorrenti durante la gara sono diventati il centro di un momento conviviale condiviso tra concorrenti, giurati e ospiti, con i prodotti del territorio campano a fare da cornice. Poi il brindisi, i sorrisi, i confronti diretti tra i ragazzi e i membri della giuria. Quello spazio informale di scambio che, a volte, vale quanto l’intera competizione. Un grazie a tutti coloro che hanno contribuito a renderlo possibile.