Luglio 16, 2026
CIBOPORZIONICREMONA

HOTEL PRINCIPE DI SAVOIA: LA CUCINA DELL’ACANTO TRA GIOVANI TALENTI E UNA GRANDE CANTINA

Tra una cantina di 850 etichette e una cucina che alterna leggerezza mediterranea e ingredienti pregiati, il ristorante dello storico hotel milanese conferma la sua vocazione internazionale, guidato da una squadra giovane e affiatata.

UN INDIRIZZO STORICO TRA LUSSO E TRADIZIONE

Siamo all’Hotel Principe di Savoia, albergo storico e famoso, in un ristorante che esiste da tempo e che ha visto avvicendarsi ai fornelli chef di grande nome. A questi tavoli siede una clientela facoltosa e variegata, proveniente anche da nazioni lontane, abituata al comfort, al lusso e a ingredienti nobili e pregiati: una clientela non facile da accontentare.

Colpisce da subito un menù ben bilanciato. Non ne dubitavamo, perché il direttore, Ezio Indiani, è forse il direttore d’albergo più esperto che abbiamo in Italia. Ha affidato la ristorazione a due chef diversi tra loro: gli eventi e il banqueting a Fabrizio Cadei, la cucina dell’Acanto a Matteo Gabrielli. Erano anni che non ci sedevamo a questi tavoli, e a darci il benvenuto è proprio Fabrizio Cadei, un vero personaggio che non perde mai il sorriso e la giovialità nonostante l’ampia responsabilità sulle spalle. Lo incontriamo spesso ai nostri eventi: conosce a fondo il mondo della ristorazione milanese.

LA SQUADRA IN SALA E IN CUCINA

Matteo Gabrielli è uno chef che conquista subito per semplicità e spontaneità. Poco più che trentenne, ha già un’esperienza internazionale maturata soprattutto nella ristorazione d’albergo, tra Mandarin Oriental e Four Seasons. Con lui lavorano i giovani Enea Spizzi e Beniamino Passannante, dedicati ai dessert. Maître e sommelier è Mara Vicelli, che cura personalmente una cantina straordinaria di circa 850 etichette e oltre 35 prestigiose verticali.

IL VIAGGIO TRA I PIATTI

Arriva il buon pane appena sfornato, con focaccia e olio Franci servito al tavolo. L’inizio della cena è delicato ed elegante: farinata di ceci con ricotta affumicata, rape in agrodolce e bagna cauda leggera, seguita dalla classica tartare di gamberi, resa allegra e cromatica dalle verdure di stagione (piselli, carciofi, asparagi, favette).

Tartare di gamberi, piselli, carciofi, asparagi e favette

La linea fresca e mediterranea prosegue con i tagliolini freschi tiepidi con scampi e limone, poi arrivano il mini lobster roll e i bottoni di pasta fresca al tartufo nero con spuma di robiola, Roccaverano, arachidi tostate e bottarga di tuorlo, lato più ricco e goloso del menù.

Tagliolini tiepidi con scampi e limone

Non manca il risotto, e la scelta è coraggiosa: risotto al prezzemolo con crema di aglio nero, lumache stufate e pane di segale, un piatto dalla forte personalità che alterna profumi di campo e di montagna. Per la carne, una buona faraona con uvetta, carota fondente, quinoa e salsa all’arancia. Chiudiamo con la selezione di formaggi (tre a 20 euro), piacevole sorpresa in un locale internazionale: ben presentata, con pane all’uvetta e mostarda di frutta

Risotto al prezzemolo con crema di aglio nero, lumache stufate e pane di segale