Luglio 16, 2024
CIBOPORZIONICREMONA

I Gerani di chef Giovanni Sorrentino

I Gerani a Sant’Antonio Abate dello chef Giovanni Sorrentino rappresenta la perfetta idea della cucina regionale sul quale l’ordine naturale e la stagionalità sono le fondamenta.

L’avevamo lasciato al centro di Sant’Antonio Abate, lo ritroviamo poco distante, ma in un locale decisamente più confortevole e funzionale. C’è un comodo parcheggio, una saletta eventi e una bella sala con la cucina che si vede nello sfondo. Se il confort è aumentato il resto forse pure, a conferma della solidità della proposta di questo Chef, Giovanni Sorrentino, di buone maniere, animo gentile, che non cerca avventure, ma persegue invece con modestia il suo percorso traendo spunti ed ingredienti dal territorio che lo circonda.

Lo chef Giovanni Sorrentino

La sua è una cucina rassicurante e di servizio, non si impone al cliente, ma gli presenta una serie di proposte ben costruite, ricche di sapore, generose per la quantità, e non a caso il locale ha il suo bel successo, non solo “golosoni”, ma anche famiglie e persino giovani: accanto al nostro tavolo una brigata di amici ventenni a festeggiare.

Nel corso della sua carriera ha accumulato tanti anni di gavetta alle spalle e iniziò alla Sonrisa di Sant’Antonio Abate, come allievo dello chef Andrea Cannavacciuolo (papà di Antonino) e proseguiti, poi, con un viaggio in Francia a 18 anni ed il lavoro presso una Brasserie di Parigi. Da lì un crescendo con Gennaro Esposito alla Torre del Saraceno e alla corte di Alain Ducasse nella sua L’Andana- Tenuta la Badiola”, l’Angiolieri di Seano, Chalet D’Adrien nella Svizzera Francese sono solo alcune delle esperienze l’hanno perfezionato.

Con noi è Fabio Bucciarelli, direttore dell’Accademia di Niko Romito, ed anche lui concorda e sottolinea il buon senso della proposta e la semplicità accogliente dell’ambiente. Con Giovanni una brigata giovane e coesa, mentre in sala la moglie sovraintende con garbo.

La sua è una cucina rassicurante e di servizio, non si impone al cliente, ma gli presenta una serie di proposte ben costruite, ricche di sapore, generose per la quantità, e non a caso il locale ha il suo bel successo.

Nel corso della sua carriera ha accumulato tanti anni di gavetta alle spalle e iniziò alla Sonrisa di Sant’Antonio Abate, come allievo dello chef Andrea Cannavacciuolo (papà di Antonino) e proseguiti, poi, con un viaggio in Francia a 18 anni.

Con noi è Fabio Bucciarelli, direttore dell’Accademia di Niko Romito, ed anche lui concorda e sottolinea il buon senso della proposta e la semplicità accogliente dell’ambiente.