A pochi minuti di traghetto dalla costa, tra bollicine di alto livello e ricette liguri, Francesca Cocchiara ha reinventato il bar della spiaggia in un bistrot tra le mete più ambite dell’isola
Basta attraversare poche centinaia di metri di mare per cambiare completamente scenario. Scesi sull’isola di fronte a noi si staglia la bellezza di Portovenere con la sua antica fortezza, intorno il mare increspato dalla brezza che modera la calura. Siamo a Palmaria, ci si arriva in pochi minuti con il traghetto e sembra già un altro mondo.

C’è anche questo locale che, grazie all’impegno di Francesca Cocchiara, è diventato una meta ambita. Alle spalle una lunga tradizione di famiglia: L’Osteria Baracco, un tempo molto conosciuta a Porto Venere. Il locale si trovava nel borgo, ed era un tipica osteria ligure a conduzione familiare, apprezzata per i piatti della tradizione casalinga, le specialità di pesce e l’accoglienza calorosa.
Storica cuoca e figura chiave del locale era Loredana Marcolini, che insieme alla sua famiglia ha gestito per decenni la cucina, diventando una versa istituzione culinaria della zona. La vecchi gestione ha chiuso a partire dalla stagione 2017, da un paio d’anni Francesca è alla guida del nuovo locale insieme agli altri due soci Niccolò D’Ippolito e Manuel Berti.
Da un paio d’anni infatti è alla guida del nuovo locale a Palmaria. Il locale offre un semplice ristoro al bar e, lato cucina, una piccola carta di piatti liguri, oltre a una carta di bollicine di assoluto rispetto, considerando dove ci troviamo.
COSA ABBIAMO MANGIATO

Zuppa di muscoli alla marinara e Crostino pan brioche con lardo di colonnata e acciuga di Monterosso
Sorseggiando Champagne a perfetta temperatura, ci siamo goduti il crostino pan brioche con lardo di Colonnata e acciuga di Monterosso, la zuppa di muscoli alla marinara, lo spaghetto con acciughe, olive, pinoli e pomodoro, e uno ancora più deciso con ragù di muscoli.

Meno convincente il cartoccio di patate e acciughe. Notevole il metodo classico di Winkler, azienda dell’Alto Adige.
LA CARTA DEI VINI
La selezione enologica del Gabbiano nasce dalla collaborazione tra Francesca, Alessandro Poggianti e Mario Federzoni della Prèmiere Italia, società specializzata i distribuzione e importazione di grandi bollicine dal mondo. L’obiettivo è stato chiaro fino dall’inizio: costruire una carta che rispecchiasse il gusto personale della titolare, senza però rincorrere prezzi fuori scala, Il risultato è una lista in cui bollicine eccellenti convivono con vini fermi vari e ricercati, a dimostrazione che qualità e accessibilità possono andare d’accordo.
UNA SCOMMESSA VINTA
Un locale apparentemente modesto e semplice, che però offre una qualità che non ci si aspetta. Francesca, Niccolò e Manuel hanno puntato sulla qualità dei vini e sui muscoli locali, e su questa scommessa hanno costruito la fortuna del Gabbiano.
Note di Lorenza Vitali
Il successo di questo bistrot di mare e "sul mare" oltre ai piatti dal gusto pulito di Francesca, in larga parte è da imputare al carisma del suo istrionico restaurant manager, Joaquín Quintiliano, origini argentine, gran conoscitore e fine venditore di vini, soprattutto champagne e bollicine.
Ha strutturato una carta di tutto rispetto, inaspettata, se vogliamo, all'interno della proposta vini di un ristorante da spiaggia, con ricarichi corretti, che fa "gola" agli avventori che corrono a frotte soprattutto la sera, aspettandosi una cena sulla sabbia, luci giuste, con tanto di transfert in barca da e per Portovenere.
Cosa faremmo se non ci fossero i professionisti di Sala?













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