Luglio 16, 2024
IL VIAGGIOPORZIONICREMONA

VILLA BALIS CREMA A GREZZANA

Relais Villa Balis Crema è il recupero di una delle Ville Venete più antiche della Valpantena, in un contesto paesaggistico di rara bellezza. Villa Balis Crema è stata oggetto di un’ampia opera di restauro e valorizzazione, grazie alla famiglia Zecchini, testimone di una tradizione imprenditoriale da sempre legata a questo territorio, che la acquisisce nel 2008.

La storia di Villa Balis

La Villa ha una storia lunga e importante dovuta probabilmente alla conveniente posizione: da un lato è facilmente raggiungibile dal fondo valle e da Grezzana, dall’altra gode di un panorama invidiabile. Prima furono i Conti Maffei, poi i De Medici per arrivare ai Balis Crema, penultimi proprietari che diedero il nome definitivo alla Villa. Infine la  famiglia Zecchini ha acquisito la proprietà collegandola all’azienda agricola e dando il via ad una complessa opera di recupero. La parte esterna è segnata da un bellissimo orto ad aiuole concentriche con vista sui sottostanti vigneti, mentre nei tre corpi della Villa sono state ricavate delle bellissime camere.

L’esperienza e il ristorante

Da qualche mese è qui Felix Gherardini, direttore di lunga esperienza specializzato in piccole dimore di lusso, e questa Villa Balis Crema indubbiamente lo è. Al mattino la colazione è nella caratteristica sala interna con la volta a botte, mentre per la ristorazione le soluzioni sono due: il ristorante gourmet La Cru, e la più informale Osteria nella bottega all’ingresso, Ristorazione che avrà un’ulteriore evoluzione con il preannunciato cambio di brigata che dovrebbe avvenire in queste settimane. Comunque sia il soggiorno in questa struttura è tra le migliori alternative che gli appassionati dei vini e dei prodotti, per i quali la Valpantena e i Monti Lessini sono indubbiamente e giustamente famosi, possono trovare nel territorio.

Uno spazio imprescindibile di Villa Balis è l’orto sinergico, che occupa una superficie di 2.000 mq ed è prospicente il ristorante, a pochi passi dalla cucina. La sua particolare forma a cerchi concentrici riporta alla perfezione della natura, e alla sua circolarità: un ecosistema di piante spontanee e orticole che crescono in simbiosi. E’ un orto che si autosostiene e si autodifende, grazie a quella che ci piace definire la “collaborazione” tra piante: quelle che in natura sono capaci di stimolarsi a vicenda nella crescita, vengono messe le une vicine alle altre. Un sistema circolare che prevede anche il riutilizzo gli scarti vegetali della cucina per l’autoproduzione del compost. Inoltre, preserviamo l’ambiente naturale ospitando la nostra piccola colonia di api.

Note di Lorenza Vitali

In genere siamo sempre tra i primi, questa volta invece siamo in chiusura, o poco prima. Eccoci, nuovamente a La Cru, poco prima dell’addio di Giacomo Sacchetto e della sua brigata, largamente preannunciato alla stampa. Abbiamo provato uno dei tre menù: “Dall’alto Adriatico al nostro orto”, e il percorso è stata una piacevole conferma delle sue doti. Ha mano leggerissima, sapiente, con soluzioni equilibrate e piacevoli sia all’occhio che al palato. L’unica stonatura l’eccessiva intensità degli spaghetti al sugo di canocchie che escono fuori dal coro elegante e misurato degli altri assaggi. Classe e talento che non abbandonano nemmeno nella parte finale dolce del menù. Insomma una bella esperienza, resa invece meno piacevole da un servizio di sala largamente imperfetto nei tempi e nei modi. Comunque con un locale in chiusura è sempre difficile capire se c’è mancanza di voglia o di professionalità.

Da qualche mese è qui Felix Gherardini, direttore di lunga esperienza specializzato in piccole dimore di lusso, e questa Villa Balis Crema indubbiamente lo è.

La Villa ha una storia lunga e importante dovuta probabilmente alla conveniente posizione: da un lato è facilmente raggiungibile dal fondo valle e da Grezzana, dall’altra gode di un panorama invidiabile. Prima furono i Conti Maffei, poi i De Medici per arrivare ai Balis Crema

Abbiamo provato uno dei tre menù: “Dall’alto Adriatico al nostro orto”, e il percorso è stata una piacevole conferma delle sue doti. Giacomo Sacchetto ha mano leggerissima, sapiente, con soluzioni equilibrate e piacevoli sia all’occhio che al palato.