Agosto 15, 2026
CIBOIL VIAGGIO

CASA VITTORIA: L’IDEA GOLOSA ED INTRAPRENDENTE DI UN RISTORANTE ITALIANO NEL CUORE DI NAPOLI

In una zona di Napoli dove l’offerta ristorativa non manca, talora quasi eccedendo, sorge un ristorante audace che prova ad estraniarsi dalla tradizione locale ampliando la visione a una cucina variegata che abbraccia più regioni del nostro paese.

Fabio e Gioacchino Francesco Vorraro, i due resident chef (che conoscevamo già per la solida realtà di Mamma Elena), insieme ai soci e collaboratori Vincenzo Cerbone e Tommaso Ambrosio, firmano una proposta golosa a cui fa da cornice un ambiente distinto, elegante e raffinato.

L’idea di un ristorante italiano è certamente inaspettata, ma sin dall’accoglienza il personale sembra tutt’altro che intimidito da un format così atipico per questa città. Il design con cui il ristorante è concepito ricorda comunque quello di un’antica casa napoletana, quasi a voler far trasparire il messaggio che queste mura sono concepite anche per i cittadini partenopei, che comunque potranno sentirsi a casa pur assaggiando proposte quasi “estranee” a questa realtà.

LA PROPOSTA GASTRONOMICA DI CASA VITTORIA

Il menù è pensato per essere consultato agevolmente e i prezzi sono perlopiù nella media per questo target di ristorazione: circa 6-20€ per gli antipasti, sui 18-25€ i primi e fin sui 20-35€ i secondi.

Un servizio inizialmente formale accoglie una prima portata di benvenuto con panettone al burro con alici del Cantabrico e alghe marine, che ci ha sorpresi per la gestione dei contrasti tra dolce e salato. A seguire, in condivisione, una pizza tonda che ricalca lo stile della romana, con al topping una simpatica idea di caprese che si distingue per profumi e oggettiva qualità della materia prima.

Gli antipasti si susseguono tra una catalana di astice, che avremmo preferito leggermente più verticale sulla nobile proteina, un carpaccio di manzo con la loro maionese e un goloso fiore di zucca fritto accompagnato da una tartare di manzo e zucchine.

Catalana di astice

Fiore di zucca fritto, tartare di manzo e zucchine

LA SECONDA PARTE DEL PERCORSO, TRA GUSTO E TRADIZIONE

Su nostra richiesta ci vengono poi serviti i tradizionali Spaghetti alla Nerano, tecnicamente ben eseguiti pur con qualche nota eccessiva di parmigiano a scapito del pregiato Provolone del Monaco, impiegato in mantecatura come da tradizione.

Spaghetti alla Nerano

A chiudere egregiamente la parte salata del nostro percorso è il pollo San Bartolomeo: cotto dapprima a bassa temperatura e solo successivamente in forno con patate novelle. Un piatto apprezzato soprattutto per la doratura esterna del pollo, che avrebbe trovato ulteriore esaltazione con una presenza meno invadente del fondo, peraltro sostituibile con una riduzione più densa (vino rosso?).

La parte dei dolci è soddisfacente, con un tiramisù ben eseguito e i Profiteroles della casa felicemente avvolti da una generosa dose di glassa al cacao.

UNA CENTRATA PROPOSTA DEI VINI

Il pairing dei vini, con proposte che variavano da etichette locali a uno sguardo più nazionale, lo abbiamo reputato coerente con la sequenza di proposte al piatto. Il servizio, inizialmente impostato sulle note formali menzionate a inizio articolo, ha assunto un passo sempre più sbottonato e alla mano, facendoci apprezzare e conoscere gradualmente tutto il personale alla guida di Casa Vittoria.

ASCOLTO, GUSTO E SINCERITA’: SOLIDE BASI UMANE DIETRO LA CUCINA DI CASA VITTORIA

Piacevole chiacchierare con uno dei due chef, Gioacchino, che qui si alterna settimanalmente con suo fratello. Negli occhi, la volontà di proporre davvero a tutti un format che per la città di Napoli si potrebbe considerare audace e coraggioso, ma che cercherà di evolversi ulteriormente con il tempo. Accoglie con stima, garbo e sincero ascolto i nostri consigli, senza nasconderci elementi o passaggi di nessuna delle sue ricette.