Dicembre 9, 2025
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DIECI A NEPI: IL RISTORANTE DI JORDAN GIUSTI GIOVANE TALENTO DI EMERGENTECHEF 2026

UN RISTORANTE CHE RACCONTA UNA STORIA

Trovare un locale così identitario è raro. Qui ogni dettaglio racconta l’estro di Jordan Giusti, giovanissimo chef patron che abbiamo conosciuto nell’ultima selezione di EmergenteChef 2026, dove ha brillato per talento e originalità. Proprio per questo siamo andati a trovarlo a Nepi, incantevole cittadina della Tuscia viterbese, dove da qualche mese ha aperto il suo ristorante.

SPAZIO INTIMO, PASSIONE AUTENTICA

Il locale è a sua immagine e somiglianza: una saletta con soli 5 tavoli, forse anche troppi per lo spazio disponibile, tanto che Jordan vorrebbe ridurli ulteriormente. Un ambiente che in 4 mesi di duro lavoro, insieme al padre falegname, ha completamente ristrutturato. Una cucina piccola ma attrezzata al meglio delle possibilità. Il padre lo aiuta in sala quando può, mentre in cucina Jordan fa tutto da solo, occasionalmente affiancato da un aiuto.

IL TALENTO DIETRO I FORNELLI

Capelli riccioluti, sorriso aperto: Jordan trasmette allegria e simpatia, ma dietro c’è soprattutto estro e competenza. La gavetta è stata di tutto rispetto: Vissani, il grande maestro, ma anche Cannavacciuolo, Aimo e Nadia, e persino un passaggio al Noma, prima di decidere di tornare verso casa.

MENÙ DEGUSTAZIONE: QUALITÀ E CONVENIENZA

I due menù degustazione da 3 e 5 portate, rispettivamente a 45 e 70 euro, rappresentano uno dei migliori rapporti qualità-prezzo della zona. Oltre ai piatti principali, l’esperienza è arricchita da pane e grissini artigianali, dall’amuse-bouche (qui chiamato “il benvenuto dello chef”) e dai petits fours finali.

IL VIAGGIO NEL GUSTO

Il benvenuto conquista subito: una delicata zuppetta di fiori di zucca ed erbe amare, seguita da zucca arrosto con primo sale, frutti rossi e mentuccia, che crea interessanti contrasti al palato.

L’intensità cresce con la salsiccia accompagnata da cicoria e briciole di pane, per poi lasciare spazio ai primi piatti.

I primi sono entrambi legati al territorio. Abbiamo preferito il risotto al mosto con polvere di nocciola (forse ancora più efficace con nocciola spezzettata) rispetto allo spaghettone con cipolla di Nepi, risultato leggermente scivoloso.

Il secondo convince pienamente: l’anguilla con porro è davvero buona, nonostante un pompelmo che appare un po’ fuori contesto.

Jordan trova anche il tempo per proporci un pre-dessert ben riuscito: un sorbetto di albicocca e ginger che prepara perfettamente al finale.

Il dessert chiude in bellezza con una golosa tartelletta con ricotta e pere. Anche la piccola pasticceria finale merita una segnalazione.

UN TALENTO CHE VALE IL VIAGGIO

Da Dieci si mangia bene. Se Jordan potesse contare su una piccola brigata, riuscirebbe a curare ancora meglio alcune presentazioni e dettagli, ma già così il locale merita assolutamente di essere segnalato e tenuto d’occhio per la sua possibile e auspicabile evoluzione.

Il futuro dipenderà anche dal sostegno che il territorio saprà dargli. Un talento emergente che vale il viaggio a Nepi.